NICOSIA

Nicosia la nobile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nicosia la nobile

di Oscar Warner

 

Bisognerebbe arrivare a Nicosia di sera, meglio di notte, e trovarsi nella piazza del municipio quando le luci dei lampioni illuminano questa scenografia, che davvero pare creata per uno spettacolo.

Il settecentesco palazzo, la fontana al centro della piazza, le altre case d’epoca che ne racchiudono lo spazio, e la merlettata facciata della cattedrale vi comunicheranno la pacatezza e la forza di un paese nobile, di antica fama.

Nicosia può essere considerata una città d’arte, e davvero vale la pena di scoprire a poco a poco i tesori che conserva: dalla stessa piazza – che è cuore e centro al tempo stesso – basta alzare lo sguardo e vedere la sagoma pura e illuminata della Chiesa del Santissimo Salvatore, appollaiata sulla cima di un dirupo che strapiomba sulle case.

Di giorno, poi, se vogliamo respirare l’aria dei secoli passati, possiamo salire a visitare le rovine del castello, e scendere poi e girare per le vie, dove ogni angolo ci offre un particolare dell’epoca in cui Nicosia era la “città dei 24 baroni”, che possedevano palazzi nel centro e ville nella campagna circostante.

Non possiamo perderci la basilica di Santa Maria Maggiore, con il suo grande portale barocco, e all’interno  una Madonna con Bambino attribuita al Laurana e la celebre “Cona” del Cinquecento di Antonello Gagini.

La volta fu affrescata dal Borremans nel 1717 e magnifica i tre Santi: Domenico, Vincenzo e Tommaso.

Se torniamo al palazzo del Comune, ed entriamo nell’atrio, avremo la sorpresa di scoprire un loggiato di grande bellezza, anche se la pavimentazione e lo stato dei muri non può fare onore a chi avrebbe dovuto curare con ben altra attenzione questo capolavoro architettonico.

Un’altra caratteristica che ha reso Nicosia famosa – e giustamente – è il rinomato soffitto ligneo della cattedrale di San Nicola. Non aspettatevi però di poterlo vedere dal vero, è tuttora coperto per lavori di restauro e se ne può avere un’immagine fedele da un video che è stato realizzato per l’occasione. Possiamo invece vedere da vicino un grande crocifisso, il “Padre della Provvidenza” com’è stato chiamato. E’ legato in qualche modo a un altro crocifisso, quello di Santa Maria Maggiore, il “Padre della Misericordia”. Un tempo, durante i riti della Settimana Santa, i due crocifissi venivano portati in processione dalle rispettive confraterniite, ma così forte era il campanilismo che, se accadeva che i due cortei s’incontrassero, succedevano risse e tafferugli. Un amore eccessivo di parte e certo una dimostrazione di fede assai poco cristiana. Così dal 1954, è stato vietato dalle autorità che i due crocifissi venissero portati in processione contemporaneamente. Per ragioni di ordine pubblico.

La prima domenica di giugno, invece, la salita del Carmine, che porta al monastero dei frati cappuccini minori, diventa un tappeto di fiori colorati e freschi. L’Infiorata é anche occasione di festa e vengono organizzate manifestazioni sportive e campestri per i visitatori.

Nel monastero, bisogna andare a vedere  lo splendido tabernacolo intarsiato di madreperla e avorio, e i quadri dello “Zoppo di Gangi”, due tele del Seicento di grande suggestione. Questa è anche la cappella dove vengono custodiite le reliquie di Fra’ Felice, il Beato Felice, che è vanto della sua città natale.

In primavera, poi, meritano una passeggiata le vicinanze di Nicosia, con i suoi paesaggi campestri di rara bellezza. Il Monte Atesina, a più di 1000 metri di altitudine, oltre a offrire un panorama che non si può perdere, in una natura davvero intatta, ci offre anche l’emozione di una zona archeologica di grande importanza, un insediamento che era stato costruito intorno a un tempio dedicato a Cerere, la dea della terra, la Demetra greca.

Dalla parte opposta un’altro monte, il Campanito, vi aspetta con una serie di percorsi naturalistici di grande interesse. Ed è qui che, all’inizio dell’estate, si celebra la Festa della Montagna, a cui partecipano migliaia di appassionati.

 

 

 

 

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