I boschi di Troina di Selene R. 

Una quiete zitta e lenta pervade ogni frammento di luce, e verso l’infinito maschere e ombre degli attori di uno spettacolo naturale, su cui mai calerà il sipario. Distese di faggi e cerri e aceri, di piante di rovere e radure. Poi agrifogli e tassi e di nuovo faggi, come limite estremo e meridionale di una vegetazione che si estende sino alla Svezia. Troina e Svezia legati dall’essenza forte e antica dell’opera più spettacolare e irripetibile e inimitabile: la natura. Prati di anemoni e peonie e orchidee selvatiche; sottobosco ricco e vivo, di erica e pungitopo e biancospino, di ginestra e rosa canina e rovi. Tutto, in un silenzio ancestrale dove l’unico rumore è quello della vita che scivola tra le insenature del tempo, come l’acqua sinuosa fino al ventre della roccia. Rumore zitto e sottile in questo frammento di esistenza, paradiso di ghiri, tassi e marmotte, ricci e lepri, gatti selvatici e uccelli migratori, acquatici, stanziali; di gufi e allocchi e barbagianni, nibbi e sparvieri e gheppi. Paradiso, forse parco. Parco dei Nebrodi, angolo di colori e profumi e silenzi, che nasconde un universo verde dentro sé tra i limiti (bacino del Simeto e torrente S. Fratello) di braccia sottili e calde o soffocanti e gelide, a seconda della stagione. E poi catene montuose imponenti e scure (Monte Pilato, P.lla Miraglia), come sentinelle attente e testimoni zitti dei miracoli di una natura che si trasforma e si rinnova nelle vesti di sempre, quasi a ricordare l’immortalità dell’arte più perfetta e misteriosa e magica della natura stessa. E se il silenzio soffice e caldo di questo mondo fosse poco più che magia?

E’ eredità questo soffio di arte. Eredità che, Ruggero il Normanno prima e Re Guglielmo dopo, lasciarono ad alcuni monasteri basiliani e alla Cattedrale di Troina a partire dal secolo XI. Eredità ambita e contesa tra i Comuni di Cesarò e Troina - il demanio si estende fino a toccare il confine fra i due comuni - per il possesso della quale ebbe origine un conflitto alla fine del secolo scorso ancora irrisolto. Eredità che lasceremo a chi resterà fra cento anni, ma che oggi appartiene a noi; e perché non perda la sua essenza antica e spettacolare, anzi, perché acquisti più valore come un vecchio mobile restaurato, l’Azienda Silvo-Pastorale (istituita dal comune di Troina nel 1963) si occupa della conservazione, del miglioramento e della valorizzazione di questo patrimonio, tra i migliori dei Nebrodi e della Sicilia, di grande valore scientifico, sociale, economico e culturale. Progetti già avviati, e altri ancora da avviare, perché questo paradiso di colori e odori e vita non resti solo "paradiso di pochi". Allora, attraverso la creazione di aree attrezzate e musei agroforestali, si intende valorizzare il territorio, bene prezioso e inestimabile, sotto aspetti diversi: economico, turistico, paesaggistico, ricreativo, culturale. Sono conquiste graduali, che si raggiungono a piccoli passi e nel rispetto della natura stessa; ecco, allora, l’attenzione particolare verso l’incentivazione della zootecnia nonché della forestazione e della loro produttività. Sviluppo, incremento a beneficio dell’artigianato e dell’agriturismo. Attenzione verso la ricostruzione delle zone degradate, la regimazione delle acque, i miglioramenti delle strutture e delle infrastrutture, dei prati e dei pascoli. Quest’ultimo, tra l’altro, non è intervento a scopo esclusivamente economico quanto per legge naturale, visto che pascoli e prati formano il suolo, lo proteggono dagli agenti atmosferici, lo arricchiscono di sostanze organiche.

Altro obiettivo da raggiungere è la realizzazione di una struttura aziendale che gestisca i lavori del bosco con manodopera e attrezzature proprie, iniziativa che potrebbe incoraggiare la formazione di imprese di lavoro. E non di minore importanza il fattore viabilità, sia interna che di collegamento, mossa strategica per la conquista tanto ambita e rincorsa: la valorizzazione dell’attività forestale, agrituristica e zootecnica. Interventi, progetti, conquiste per una meta che, raggiunta, inevitabilmente e magicamente si intreccerà coi fili sottili e d’argento di un’altra meta di bellezza antica accattivante: il paesaggio, l’orizzonte oltre le fronde alte e ricche e il vento che in versi strani, quasi lirici, si insinua tra i rami e le foglie e i petali, le stagioni coi loro odori e le sfumature di colori perfetti e incisi su ogni cosa come seconda pelle, calda e delicata. Lontano echeggia una melodia che ubriaca, suono indefinito di musiche tribali e canti popolari fusi assieme, tambureggiare ritmato di ali controvento e corse tra l’erba alta e fresca, tanto da sembrare lunga e interminabile follia. E poi il silenzio, il silenzio della vita.

 

  Informazioni...

L’estensione complessiva dei boschi del comune di Troina è di 4201 ettari così ripartiti: 3030 ettari di bosco ceduo di faggio e cerro; 366 ettari di radure; 27 ettari di tare; 416 ettari di pascolo permanente e/o avvicendato; 358 ettari in enfiteusi. I cedui di faggio occupano la parte alta del demanio comunale. La parte più bassa, invece, è occupata dalla cerreta, intercalata da ampie radure pascolive e di piante di rovere. L’intero demanio ricade nel perimetro del Parco dei Nebrodi: per la maggior parte in zona "A", per la restante in zona "B".  Per la salvaguardia e la gestione di tale patrimonio il comune di Troina istituì nel 1963 l’Azienda Speciale Silvo-Pastorale. Due sole sono le aziende di questo tipo in Sicilia, poche nel resto d’Italia. In più di trent’anni si è cercato di realizzare il "Piano economico di gestione del patrimonio boschivo di Troina", strumento indispensabile per una razionale gestione. Tanto è stato fatto, anche se molto resta ancora da fare. Sono 300 gli ettari in cui si è provveduto alla ricostituzione boschiva, per altri 400 si è avviata la conversione; sono stati recitanti il 30 per cento dei confini della superficie complessiva; sistemati torrenti; rese rotabili le piste esistenti; ricostruite e sistemate le caserme Bracallà e Sambuchello; realizzati prati, decespugliamenti, spietramenti, drenaggi, aree di inseminazione artificiale e captazioni idriche di acqua potabile; costruiti 4 laghetti collinari e 2 ricoveri in contrada Interleo e Acqua Cernute.

Chi volesse avere ulteriori notizie sui boschi di Troina può telefonare allo 0935/654161


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