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Se cercate una località
piena di gente, con negozi brulicanti di acquirenti, dal vociare assordante e fastidioso,
dove le auto bloccate nel traffico causano inquinamento acustico e chimico, se cercate
tutto questo non andate a Pettineo. Se invece amate e soprattutto cercate un luogo
tranquillo, dove riposare davvero, allora fate una capatina in questo piccolo paese del
messinese.
Il mare, costeggiato
dalla statale 117, sembra mitigare il grande caldo e quando svolto per Pettineo e mi
addentro nella vallata ho la sensazione che aumenterà. Ma è un'impressione completamente
sbagliata. I sei chilometri che dividono la mia meta dal mare sono caratterizzati da
migliaia e migliaia di ulivi. Alcuni hanno un tronco sproporzionato rispetto alla chioma,
a testimonianza della loro secolarità. Muti testimoni di grandi avvenimenti, di dolori e
di piaceri, di vita e di morte. Incolonnati come soldatini obbedienti e ligi agli ordini,
si arrampicano sino in alto, sino alla cresta. Sembrano un esercito che si accinge a
espugnare una fortezza. Fanti coraggiosi dall'elmetto sempreverde. Ogni angolo di queste
zone è coltivato, segno di un'agricoltura vivace e fiorente.
Una volta tanto la natura
e l'uomo hanno creato insieme qualcosa di bello. Una veduta da incorniciare nella mente:
in mezzo il letto del fiume Tusa, al centro Pettineo su un'altura, a destra e a sinistra
monti ancora più alti a completare questo quadro naturale. E alle mie spalle il Tirreno,
a un tiro di schioppo. Mare e monti in una perfetta sintonia, in una perfetta sinfonia di
colori. Pettineo è una piacevole cittadina che regala un senso di tranquillità e di
benessere. I ritmi frenetici della vita quotidiana in questo luogo sono rallentati,
costretti a diventare più umani. Si prova la stessa sensazione del viaggiatore che, dopo
un lungo e faticoso viaggio, raggiunge un'oasi per riposare. Arrivo in paese e nel
chiedere informazioni a due uomini che chiacchierano scopro un'altra ricchezza del luogo:
il grande senso di ospitalità e l'estrema gentilezza nei modi di questa gente. Senza
averlo chiesto vengo accompagnato alla mia meta. Le stradine del centro sono strette e
salgono quasi tutte verso la parte alta del paese dove dominano i ruderi di un castello ai
cui piedi sorge il borgo. Tutte le strade sono lastricate con pezzi di porfido e in alcune
l'assenza di auto dona un fascino antico e inusuale.
Tutto sembra a misura
d'uomo: l'assenza di traffico e dei clacson, i modi gentili della gente, un silenzio che
non può che fare bene ai timpani e all'anima. Ma Pettineo non è solo questo. é ben
altro. Un pettinese, dai modi educati, mi accompagna alla scoperta della città. Visitiamo
la chiesa dedicata alla patrona, S. Oliva. Il culto della santa è molto sentito qui e in
tutto il circondario. A lei è dedicata la festa principale. All'interno tutto riporta
alla santa e a momenti della sua vita: gli affreschi del soffitto, il fercolo per la
processione, la statua, il congegno sull'altare per "l'apoteosi". Stonano
completamente gli interventi moderni: basti pensare alla ceramica da salotto dell'altare.
La Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria delle Grazie (XVI secolo), è collocata nella
piazza principale del paese. Ha un bel campanile. In passato i pettinesi riconoscevano dal
diverso suono delle campane il motivo della chiamata (riti religiosi, allarmi per incendi
ecc.). Le due gradinate del prospetto arrivano da destra e da sinistra sino al portone
d'ingresso. Dalla prima si sale per i riti funerari, dalla seconda per tutto il resto.
Anche qui, in passato, zelanti
reverendi improvvisatisi architetti sono intervenuti con risultati evidenti. Tutto quello
che alcuni uomini illuminati hanno saputo creare è stato immiserito e cancellato da
altri. Rei, questi ultimi, di aver peccato di vanità, di egoismo e di ignoranza. Questo,
beninteso, vale per gli scempi fatti in quasi tutte le chiese che abbiamo visitato nei
comuni della Sicilia. Brillano, nel complesso, due trittici di scuola gaginesca.
Superbo il portone in legno dei primi dell'Ottocento. Da non perdere il portale e il
campanile (XVI secolo) della chiesa di S. Sebastiano e la chiesa di S. Nicolò, la più
antica (XIV secolo) e la più pregevole, chiusa però al culto. Saliamo al castello.
Doveva essere imponente e i ruderi, alti dieci-dodici metri, lo testimoniano. Domina
dall'alto l'abitato e da qui i Ventimiglia, signori di queste terre, spadroneggiavano su
uomini e cose. Eccolo ancora il mare, guardando a nord. Comprendo che, al di là dei
motivi difensivi, chi fece costruire il maniero in questo luogo aveva buon gusto. La
sorpresa finale è l'ex convento dei Padri Cappuccini. Immerso nel verde tra ulivi e
limoni, è stato abbandonato da poco dagli ultimi inquilini, una comunità di suore. Il
chiostro è stato travolto e stravolto dai soliti interventi moderni. La chiesa, piccola e
accogliente, viene usata saltuariamente. Sotto di essa, come un tesoro nascosto, è
situata la cripta e i suoi ospiti disposti con ordine e semplicità francescana. E poi i
lunghi corridoi con decine di celle vuote. Il tutto in un perfetto stato di conservazione.
Duole che non vengano utilizzate in alcun modo in un paese privo di alberghi. é tempo di
lasciare questo bel posto, così vicino al mare e così vicino ai Nebrodi. E ancora il
binomio mare-monti ritorna inesorabilmente con i pregi dell'uno e degli altri: con il
verde degli ulivi, l'oro dei campi e l'azzurro del mare.
Alla partenza incontro
una coppia di turisti inglesi, anch'essi sul punto di andare. I bellissimi occhi verdi
della ragazza si intonano perfettamente all'ambiente. Goodbye, sembrano dire. Appunto,
arrivederci Pettineo.
18 Marzo - Vampata
di S. Giuseppe:
il grande falò, alimentato dai rami
potati degli ulivi, viene fatto nella piazza S. Sebastiano per propiziare una buona
raccolta di olio.
La vampata si svolge alla fine della processione della Sacra Famiglia, al calar
della notte
Pasqua - Riti
della Settimana Santa
e solenne processione a
Pasqua con il tradizionale uncuontru tra il Cristo Risorto e la Madonna in
piazza S. Oliva
3-5 Maggio - Festa patronale di S. Oliva
Giugno - Un chilometro di tela
Ultima domenica di luglio - Festa della Madonna del Carmelo
Ultima domenica di agosto - Festa della Madonna della Pietà (in
contrada Credenza)
4 Ottobre - Solenne
processione di San Francesco (fiaccolata e novena) |