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Un
vecchio libro di storia, pagine ingiallite dal tempo e dalle gesta raccontate. Personaggi,
eroi, guerrieri, patrizi dalle vesti purpuree e schiavi con le catene ai polsi sembrano
oltrepassare il limite fisico delle anguste righe in cui sono racchiusi per perdersi senza
timore di smarrirsi nell'inconsistenza del tempo. Tempo, spazio... nulla sembra fermarli,
nulla vuole fermarli. Zoccoli di cavalli che calpestano il lastricato di una strada senza
età rimbombano nella stanza. La storia non ha limiti, non ha vincoli né età. Non
conosce confini né razze né padroni. La storia è: ad Atene, a Roma a... Centuripe.
A
Centuripe. Oggi solo piccolo paese a 730 metri di altitudine in provincia di Enna, ieri -
come Cicerone testimonia - fra le più floride città della Sicilia, un importante centro
strategico fra le pianure di Catania e le alte cime dei Nebrodi. Ma, da quelle parti, la
storia va ancora più in là, fino al Neolitico, fino all'età del Bronzo. Intrecci di
storia, resti e testimonianze che la storia stessa ha voluto conservare tenendo lontano da
quei luoghi l'uomo per trecento anni: prima una completa distruzione (sec. XIII) poi il
silenzio e poi ancora una nuova fondazione (sec. XVI). E la storia ritorna; ritorna a
parlare ininterrottamente con i suoi resti attraversando quel silenzio durato tre secoli.
Tre,
quattro... mille anni, un salto nella storia fa affiorare dalla terra la Centuripe
ellenistica e romana. La città si racconta. La storia si racconta. Attraversa i secoli
per farlo: nei primi anni Sessanta del nostro secolo il ritrovamento di una lapide (la
utilizzava una massaia a casa sua!) ha fatto conoscere ai Centuripini di oggi la
syngheneia, la comunanza di stirpe che legava i loro avi ai Lanuvini. La lapide racconta
di una missione diplomatica di tre ambasciatori centuripini (Philiarchos, Lampon e
Zoarchos) che intorno al primo secolo avanti Cristo si sono recati a Roma e a Lanuvio per
rinnovare la parentela fra i loro concittadini e i Lanuvini. La storia, ancora lei, supera
ogni ostacolo di tempo e di luogo: un legame di stirpe, la stessa cultura ellenistica, gli
stessi padri cantati da Omero dal Lazio a Centuripe. Una città siciliana, nel momento in
cui Roma diveniva Roma, affondava nella storia le proprie radici, le stesse radici dei
dominatori del mondo. Sotto Roma Centuripe celebra la sua storia. Ancora un salto e il
passato diventa presente: i resti di ieri si intrecciano con la città di oggi. Come nel
caso dell'edificio degli Augustali. La Centuripe della Roma Imperiale si incastona e a
volte si fonde con la Centuripe proiettata verso il nuovo millennio.L'area degli
Augustali doveva essere sede di edifici pubblici a carattere civile già in epoca
precedente a quella imperiale.La storia torna a raccontarsi, a mostrarsi: un edificio di
pianta rettangolare si affacciava su una strada colonnata; statue di marmo raffiguranti
imperatori e loro familiari; una gran quantità di iscrizioni propagandano la dinastia e
raccontano la vita della città in epoca imperiale.
Sulle dimenticanze
dell'uomo ritorna sempre la storia. Una pietra, un frammento, un coccio e la storia è
pronta a manifestarsi in tutto il suo splendore. Uno strano monumento: un muro con una
serie di archi lungo una strada, un rudere che una strana antica tradizione ricollega ai
monaci Basiliani. Sembra un caso. No, è la storia che si riappropria di ciò che le
appartiene: vengono ritrovati tre disegni di Houel raffiguranti quel monumento che
convincono i ricercatori ad andare oltre le antiche credenze. Sono terme? oppure un
ninfeo? Mentre l'uomo si interroga la storia, vanitosa e temeraria, mostra quel passato:
una grande fronte in mattoni che si sviluppa in cinque nicchie, due più grandi e tre più
piccole di uguali dimensioni sulle cui pareti sono ben visibili alcuni fori, tutti alla
stessa altezza, che lasciano uscire cannelle in terracotta; nella parte centrale, in
contrapposizione all'attuale
moderno ponte, quasi come una sorta di rivincita, si affacciano i resti di un antico
ponticello. La storia rivive. Quelle domande ora trovano risposta: un monumento, una
scenografica costruzione destinata, con i suoi giochi d'acqua, a stupire e impressionare
chi giungeva in città. Lo stupore si protrae nei secoli.
La Centuripe di oggi
domani apparterrà già al passato. Non più vecchi libri di storia narreranno il mondo di
oggi ma personal computer sempre più sofisticati. Non più pagine ingiallite condurranno
la fantasia indietro nel tempo ma immagini sempre più nitide che proiettano verso il
futuro. Ma la storia no. Per sempre resterà scritta e viva nelle sue pietre, nelle sue
iscrizioni, nei suoi ruderi e quando ne avrà voglia, ancora in una casualità apparente,
ritufferà gli uomini in quello che sono già stati. Oggi come domani.
Prefisso teleselettivo: 0935
Come ci arrivi:
- in auto: autostrada A19 Catania-Palermo, uscita Catenanuova; superstrada
Catania-Paternò, via stazione Schettino
- in pullman: autolinee Romano
- in treno: stazione di Catenanuova
Cosa puoi visitare:
- Il Duomo dedicato all'Immacolata Concezione (XVII secolo)
- I ruderi del castello di Corradino, su impianto di edificio romano di età imperiale
- Il Museo Civico
- La collezione Etno-Antropologica
- Le zone archeologiche: in località Difesa i ruderi di un edificio della prima età
imperiale rimaneggiato nel IV secolo d. C.;
in località Bagni i resti di un edificio di età imperiale con cinque absidi;
in contrada Panneria i resti di abitazioni di età ellenistica;
le necropoli con tombe che vanno dall'età preistorica a quella romana
- La riserva Forre Laviche del Simeto
- Il ponte dei Saraceni
Le manifestazioni
più importanti
- I riti della Settimana Santa
- Festa dei SS. patroni S. Rosalia (16 settembre) e S. Prospero (19 settembre)
Dove puoi mangiare:
- Ristorante-pizzeria "Tre Archi", via C. Battisti 13, tel.74393
- Ristorante-pizzeria Di Paola, contrada Minnì Salinella, tel.919002
- Ristorante-pizzeria Statello, piazza Diaz 16, tel. 73870
Pubblica utilità
- Municipio, tel. 74755 - 73924 - fax 73138
- Guardia Medica, tel. 73249
- Stazione Carabinieri, tel. 73004
- Volontari per Centuripe, tel. 73571
- Museo Civico, tel. 74755 |