Centuripe l'antica UK...

di Alec Frey  

Si sale dalla piana e dagli agrumeti, distese di verde fitto con sprazzi gialli e arancio nel sole e alle spalle e lontano il mare. Si sale subito, e la montagna con la punta aguzza isolata che prima dal basso sembrava così remota e quasi inaccessibile diventa paesaggio e poi cornice estrema di un abitato incorniciato dalla profonda V di altri due colli. Ma prima di entrare in Centuripe guardate con attenzione sulla vostra destra, a lato della strada. Si possono benissimo riconoscere i mattoni e le voltine di antichi forni emergere dal contrafforte dell'altura che scende fino all'asfalto. Perchè qui da sempre sono vissuti e hanno lavorato i maestri dell'arte ceramica, tanto antica che i Greci rappresentano soltanto un periodo, e non il primo.

Dal paese la vista e il paesaggio sono straordinari. Dalla punta estrema - perchè la pianta di Centuripe è una stella a cinque punte - che guarda verso sud c'è, oltre la piana di Catania, il mare. A levante, al di là della larga valle di agrumeti, l'Etna occupa massiccio la visuale, vicino e tagliato poco sopra la base dalla linea chiara di Adrano, mentre a ovest, al di là di un'altra punta del paese stesso che si affaccia su un dirupo con le sue case, la teoria di colli e montagne della Sicilia interna, con il suo senso d'infinito e d'immutabile.

Centuripe è, e rimane, comunque, oltre che un paese arroccato alto sulla vallata e il mare, un'inestinguibile miniera di reperti archeologici. Per decenni dalla terra friabile e scoscesa della sua montagna sono stati scavati oggetti che appartengono a un passato davvero remoto. Nel cuore stesso della città, sotto la massicciata di un ponte stradale, è stato scoperto un importante edificio romano, ancora da mettere in luce per intero. Basta una visita all'antiquarium - perchè il museo, destinato a raccogliere quanto la sorte ha permesso che dei tesori scoperti rimanesse a Centuripe, è per ora un edificio nuovo, ma non ancora utilizzato - per rendersi conto di quale fosse la varietà di culture che si sono succedute nel corso della storia in questo territorio.

Così, quando dopo uscite nelle viuzze del paese, vedete tutto in una luce diversa, vi pare di essere su un palcoscenico provvisorio, che copre radici infinite e più profonde di quanto non vi sia mai accaduto di pensare. Il piacevole museo contadino serve a riportarvi nuovamente in questa terra di Sicilia, la Sicilia delle montagne del lavoro duro della vita nascosta semplice e spartana, la Sicilia di ieri e non di secoli fa. Ma i secoli tornano a fare sentire la loro presenza appena scendete al ninfeo, che volonterosi e pazienti innamorati della storia stanno riportando alla luce, a cavallo del fiumicello che scende tra due delle cime su cui Centuripe si appoggia.

E questa alternanza la trovate dappertutto, ovunque il passato affiora sotto o vicino a un presente incerto, un presente che perde di ogni importanza di fronte all'immanenza dei secoli in cui questa cittadina è stata teatro di una vita intensa e ricca, una vita in cui l'arte era parte quotidiana, reale. Diverso può essere quello che provate ad Agrigento, o a Paestum. Lì la storia e la potenza della storia vi fronteggiano, vi dominano dalle imponenti colonne dei templi. Qui, a Centuripe, vi rendete conto di muovervi sopra la storia, e una storia estremamente interessante perchè così antica e varia e mista. Se vi accade di percorrere qualcuno dei sentierini che tagliano diagonalmente le montagne di Centuripe, guardando dal basso le case e il paese, vi accorgerete che ogni pietra diventa un probabile reperto, incominciate a domandarvi se quel sasso non appartenga a un muro romano, se il ciottolo più avanti non sia rotolato fin là da un insediamento preistorico. E allora potete capire - anche se non condividere - la frenesia che ha portato centinaia di archeologi dilettanti a scavare e scavare. Perchè era - ed è - facile trovare piccoli e grandi tesori. Una passeggiata a Centuripe è come camminare attraverso i secoli, come camminare - letteralmente - sulla storia più antica.

Un museo per Centuripe

di Rosario Patanè  

Nell'organizzazione della nuova sede del Museo Civico di Centuripe si è cercato di non perdere mai di vista il concetto di museo vivo, in cui l'esposizione sia il riflesso di una ricerca sempre in corso. Della struttura museale fanno parte integrante ampi magazzini, laboratori efficienti, spazi adeguati per conferenze e mostre temporanee. Solo così il Museo potrà svolgere la sua funzione istituzionale di centro di attività culturale nell'ambito della comunità cittadina al fine di valorizzare il patrimonio storico culturale della città e del suo territorio e di consentirne la più ampia fruizione. Nell'organizzare l'esposizione della nuova sede museale viene costantemente perseguito il fine di fare storia attraverso la presentazione di oggetti e di risultati di scavi: un percorso organico, quindi, che possa fare da filo conduttore nella lettura degli oggetti e dei contesti; e una esposizione che permetta una corretta fruizione delle opere d'arte.

L'esposizione museale deve suggerire un contesto, in modo da rendere leggibili oggetti che di per sé avrebbero poco da dire ai non addetti ai lavori. Il percorso si articola essenzialmente in due parti: la prima, più breve e a percorso obbligato, fornisce l'ossatura storica in cui si inseriscono idealmente i diversi momenti, i diversi aspetti che vengono meglio presentati nelle sezioni successive. Si inizia con una introduzione che presenta il Museo e la storia della città, dando anche un inquadramento topografico. Una sezione geologica ha lo scopo di presentare le caratteristiche del territorio in relazione all'insediamento umano. Segue una sezione dedicata alla storia della città, articolata in più tappe dedicate alle fasi di vita della città dalla preistoria alla tarda antichità; nei pannelli relativi a ogni fase saranno presentate le fonti scritte, permettendo così di vedere assieme fonti e materiali archeologici; agli originali saranno affiancate copie di reperti particolarmente significativi che non è possibile esporre a Centuripe, secondo una tecnica di presentazione didascalica ormai collaudata in importanti musei europei. Da questo punto l'ordinamento si fa topografico e tematico. Una sezione dedicata agli scavi nell'abitato presenta i risultati di una serie di scavi condotti appunto all'interno dell'abitato, dando uno spazio particolare all'edificio degli Augustali che costituisce uno dei fiori all'occhiello del Museo di Centuripe. Una sezione dedicata alle necropoli documenta, con i materiali restituiti dallo scavo delle tombe, interessanti aspetti della vita della città. A questa esposizione permanente si verranno ad aggiungere mostre temporanee su temi specifici, che dovranno costituire, ovviamente, il momento di divulgazione della ricerca sempre in corso. Va inoltre sottolineato che la particolare importanza dell'archeologia centuripina non deve portare a trascurare l'interesse per aspetti della storia e dell'arte della Centuripe moderna e contemporanea.

Un museo, quindi, che possa degnamente presentare le memorie storiche di Centuripe e possa costituire un importante punto di riferimento culturale, ma anche una istituzione che possa contribuire a definire l'identità della città. 


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