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Si sale dalla piana e
dagli agrumeti, distese di verde fitto con sprazzi gialli e arancio nel sole e alle spalle
e lontano il mare. Si sale subito, e la montagna con la punta aguzza isolata che prima dal
basso sembrava così remota e quasi inaccessibile diventa paesaggio e poi cornice estrema
di un abitato incorniciato dalla profonda V di altri due colli. Ma prima di entrare in
Centuripe guardate con attenzione sulla vostra destra, a lato della strada. Si possono
benissimo riconoscere i mattoni e le voltine di antichi forni emergere dal contrafforte
dell'altura che scende fino all'asfalto. Perchè qui da sempre sono vissuti e hanno
lavorato i maestri dell'arte ceramica, tanto antica che i Greci rappresentano soltanto un
periodo, e non il primo.
Dal paese la vista e il
paesaggio sono straordinari. Dalla punta estrema - perchè la pianta di Centuripe è una
stella a cinque punte - che guarda verso sud c'è, oltre la piana di Catania, il mare. A
levante, al di là della larga valle di agrumeti, l'Etna occupa massiccio la visuale,
vicino e tagliato poco sopra la base dalla linea chiara di Adrano, mentre a ovest, al di
là di un'altra punta del paese stesso che si affaccia su un dirupo con le sue case, la
teoria di colli e montagne della Sicilia interna, con il suo senso d'infinito e
d'immutabile.
Centuripe è, e rimane,
comunque, oltre che un paese arroccato alto sulla vallata e il mare, un'inestinguibile
miniera di reperti archeologici. Per decenni dalla terra friabile e scoscesa della sua
montagna sono stati scavati oggetti che appartengono a un passato davvero remoto. Nel
cuore stesso della città, sotto la massicciata di un ponte stradale, è stato scoperto un
importante edificio romano, ancora da mettere in luce per intero. Basta una visita
all'antiquarium - perchè il museo, destinato a raccogliere quanto la sorte ha permesso
che dei tesori scoperti rimanesse a Centuripe, è per ora un edificio nuovo, ma non ancora
utilizzato - per rendersi conto di quale fosse la varietà di culture che si sono
succedute nel corso della storia in questo territorio.
Così, quando dopo uscite
nelle viuzze del paese, vedete tutto in una luce diversa, vi pare di essere su un
palcoscenico provvisorio, che copre radici infinite e più profonde di quanto non vi sia
mai accaduto di pensare. Il piacevole museo contadino serve a riportarvi nuovamente in
questa terra di Sicilia, la Sicilia delle montagne del lavoro duro della vita nascosta
semplice e spartana, la Sicilia di ieri e non di secoli fa. Ma i secoli tornano a fare
sentire la loro presenza appena scendete al ninfeo, che volonterosi e pazienti innamorati
della storia stanno riportando alla luce, a cavallo del fiumicello che scende tra due
delle cime su cui Centuripe si appoggia.
E questa alternanza la
trovate dappertutto, ovunque il passato affiora sotto o vicino a un presente incerto, un
presente che perde di ogni importanza di fronte all'immanenza dei secoli in cui questa
cittadina è stata teatro di una vita intensa e ricca, una vita in cui l'arte era parte
quotidiana, reale. Diverso può essere quello che provate ad Agrigento, o a Paestum. Lì
la storia e la potenza della storia vi fronteggiano, vi dominano dalle imponenti colonne
dei templi. Qui, a Centuripe, vi rendete conto di muovervi sopra la storia, e una storia
estremamente interessante perchè così antica e varia e mista. Se vi accade di percorrere
qualcuno dei sentierini che tagliano diagonalmente le montagne di Centuripe, guardando dal
basso le case e il paese, vi accorgerete che ogni pietra diventa un probabile reperto,
incominciate a domandarvi se quel sasso non appartenga a un muro romano, se il ciottolo
più avanti non sia rotolato fin là da un insediamento preistorico. E allora potete
capire - anche se non condividere - la frenesia che ha portato centinaia di archeologi
dilettanti a scavare e scavare. Perchè era - ed è - facile trovare piccoli e grandi
tesori. Una passeggiata a Centuripe è come camminare attraverso i secoli, come camminare
- letteralmente - sulla storia più antica.
| Un museo per Centuripe |
di Rosario Patanè
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Nell'organizzazione
della nuova sede del Museo Civico di Centuripe si è cercato di non perdere mai di vista
il concetto di museo vivo, in cui l'esposizione sia il riflesso di una ricerca sempre in
corso. Della struttura museale fanno parte integrante ampi magazzini, laboratori
efficienti, spazi adeguati per conferenze e mostre temporanee. Solo così il Museo potrà
svolgere la sua funzione istituzionale di centro di attività culturale nell'ambito della
comunità cittadina al fine di valorizzare il patrimonio storico culturale della città e
del suo territorio e di consentirne la più ampia fruizione. Nell'organizzare
l'esposizione della nuova sede museale viene costantemente perseguito il fine di fare
storia attraverso la presentazione di oggetti e di risultati di scavi: un percorso
organico, quindi, che possa fare da filo conduttore nella lettura degli oggetti e dei
contesti; e una esposizione che permetta una corretta fruizione delle opere d'arte.
L'esposizione museale deve
suggerire un contesto, in modo da rendere leggibili oggetti che di per sé avrebbero poco
da dire ai non addetti ai lavori. Il percorso si articola essenzialmente in due parti: la
prima, più breve e a percorso obbligato, fornisce l'ossatura storica in cui si
inseriscono idealmente i diversi momenti, i diversi aspetti che vengono meglio presentati
nelle sezioni successive. Si inizia con una introduzione che presenta il Museo e la storia
della città, dando anche un inquadramento topografico. Una sezione geologica ha lo scopo
di presentare le caratteristiche del territorio in relazione all'insediamento umano. Segue
una sezione dedicata alla storia della città, articolata in più tappe dedicate alle fasi
di vita della città dalla preistoria alla tarda antichità; nei pannelli relativi a ogni
fase saranno presentate le fonti scritte, permettendo così di vedere assieme fonti e
materiali archeologici; agli originali saranno affiancate copie di reperti particolarmente
significativi che non è possibile esporre a Centuripe, secondo una tecnica di
presentazione didascalica ormai collaudata in importanti musei europei. Da questo punto
l'ordinamento si fa topografico e tematico. Una sezione dedicata agli scavi nell'abitato
presenta i risultati di una serie di scavi condotti appunto all'interno dell'abitato,
dando uno spazio particolare all'edificio degli Augustali che costituisce uno dei fiori
all'occhiello del Museo di Centuripe. Una sezione dedicata alle necropoli documenta, con i
materiali restituiti dallo scavo delle tombe, interessanti aspetti della vita della
città. A questa esposizione permanente si verranno ad aggiungere mostre temporanee su
temi specifici, che dovranno costituire, ovviamente, il momento di divulgazione della
ricerca sempre in corso. Va inoltre sottolineato che la particolare importanza
dell'archeologia centuripina non deve portare a trascurare l'interesse per aspetti della
storia e dell'arte della Centuripe moderna e contemporanea.
Un museo, quindi, che
possa degnamente presentare le memorie storiche di Centuripe e possa costituire un
importante punto di riferimento culturale, ma anche una istituzione che possa contribuire
a definire l'identità della città. |