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Immaginate il sottile fascino di scoprire luoghi
sconosciuti ai più. Immaginate un ambiente dove una natura ancora pulita, una storia
millenaria e un grande senso dell'ospitalit si fondono stupendamente. Eppure
neanch'io che ci sono nato, cresciuto e ci vivo posso dire di conoscere veramente e
appieno questa "città antichissima". Ho avuto la grande fortuna
di riscoprirla, o forse è il caso di dire di scoprirla, accompagnando due amici che
venivano da fuori. A chi arriva di sera, proveniente da Catania, le luci che illuminano la
città appaiono in lontananza troppo alte per essere reali. Sembra impossibile che uomini
abbiano costruito la loro casa così in alto. Salendo e salendo per i tornanti si prova la
sensazione di poter dominare tutto l'ambiente circostante. La stessa sensazione provata
dagli uomini che la scelsero tanto tempo fa. La possibilità di dominare. E' la
motivazione che ha spinto, circa tre millenni fa, quella gente ad arroccarsi in questo
nido d'aquila. Dominare e controllare gli itinerari lungo le valli del fiume Troina e
Sotto Troina, importanti vie di comunicazione tra la parte nord-orientale e quella
occidentale della Sicilia e nel contempo non correre pericoli, chiusi in una fortezza a
1120 metri di altezza. Un importante centro militare, ecco il destino della città, per
millenni. In quest'ottica si spiega perchè il Conte Ruggero, il normanno, la scelse come
sede e base d'espansione per la conquista dell'isola per circa un trentennio. Fu l'epoca
d'oro della città. Ospitare una corte era allora, e lo sarebbe ora, motivo di gran vanto
e di grande prosperità. Non è che sotto i saraceni i troinesi, come tutti gli altri
siciliani, vivessero male, anzi. Se togliamo qualche ristrettezza alle libertà religiose,
fu una delle più illuminate dominazioni. E quando all'orizzonte arrivarono quei
formidabili guerrieri biondi, avidi di conquiste camuffate da crociate, ai locali, gente
di lingua e tradizioni greche, non parve vero di cambiare padrone. E al nome del conte
normanno è intitolata una delle piazze più belle, da cui si puù ammirare uno dei
panorami più suggestivi di tutta la Sicilia: a sud-est l'Etna e, nelle giornate limpide,
il golfo di Augusta; a nord i Nebrodi fanno corona con le fitte foreste.
Nonostante i tanti rimaneggiamenti, la struttura medievale di
alcuni suoi quartieri è ancora intatta. La porta di Baglio, dove inizia il nostro
itinerario, era una delle quattro porte delle imponenti mura, intervallate da torrioni,
del grande e munitissimo castello che si estendeva dall'attuale Chiesa Madre al piazzale
Santa Lucia. Una fortezza lunga poco meno di un chilometro e larga poche decine di metri,
alte mura di difesa e strapiombo da tutte le parti. Per mesi Ruggero tentò di
conquistarla con le armi, ma invano. Era imprendibile. Solo uno stratagemma permise al
normanno di entrarvi.
Ci troviamo di fronte la Chiesa Madre. Il suo prospetto è
un neoclassico del tardo settecento, mentre la torre campanaria, con al centro lo stemma
dell'aquila aragonese (XV sec.),è visibilmente più antica. Fu la prima Cattedrale
Normanna (1078 - 1080) di rito latino in Sicilia. Eretta a Cattedra vescovile in seguito
all'istituzione nella città del primo vescovado di Sicilia nel 1082. Nella stradina sotto
la torre campanaria, la luce del giorno è fioca. Cinquanta metri di un budello non più
largo di due metri e circondato da mura altissime, e sprofondiamo nel medioevo. E' come se
una macchina del tempo ci avesse traghettato. A metà percorso s'incontra un gioiello di
storia, una gemma incastonata su quelle pietre millenarie. E' la chiesa dell'Oratorio del
SS. Sacramento o della confraternita dei Bianchi (sec. XVI, su impianto dell' XI sec.).
L'ambiente è piccolo e poco luminoso.
Qui celebrò messa il papa che indisse la prima crociata, Urbano II, venuto a
Troina (1088) per accordarsi con il conte Ruggero sull'Apostolica Legatia. A ricordo di
quell'evento, vi è ancora conservata la predella dell'altare.
Scendiamo ancora e ci inoltriamo nel quartiere Scalforio.
"Non ve ne pentirete - ho detto ai miei amici - , ma state attenti perchè è
facile perdersi". Il quartiere si trova proprio sotto la cattedrale. Le case
sono addossate l'una all'altra per il poco spazio e la forte pendenza, le strade strette e
claustrofobiche. Siamo dentro una moderna kasbah con viuzze e vicoli ciechi in un
labirinto intricatissimo. Non a caso Scalforio deriva da una parola araba e significa
"fuori le mura". Ma la storia di questa città non è solo araba o
normanna; la sua storia è ben più antica.
Porto i miei ospiti nella zona archeologica, anche se la
città è tutta una zona archeologica. Arriviamo dove sorgeva la città greco-ellenistica
e successivamente romana. Imponenti le mura, tuttora visibili. Alcuni storici, basandosi
su un passo di Diodoro Siculo, ritengono che qui sorgesse l'antica Engyon, sede del famoso
tempio preellenico delle Dee Madri, le Meteres. A un tiro di schioppo dalla zona
archeologica si vedono i ruderi del convento basiliano di San Michele Arcangelo "Il
Nuovo" (sec. XVIII). A valle di questo rimangono i ruderi di San Michele Arcangelo
"Il Vecchio" (sec. XI).
Una cosa ha colpito i miei ospiti: il numero delle chiese di
Troina. La città, che per secoli era stata militarmente importante, divenne centro
religioso e culturale. Nel XVIII sec. si contavano, infatti, ben trenta chiese e dodici
conventi. Ancora due sono le tappe che riservo ai miei amici: la prima è l'istituzione
che oggi fa conoscere la città nel mondo, l'Oasi Maria SS., un istituto di ricovero e
cura a carattere scientifico per lo studio del ritardo mentale e dell'involuzione
cerebrale senile; la seconda sono il verde, l'aria pulita, il benessere dei suoi boschi.
Concludiamo il nostro itinerario a circa dieci chilometri
dalla città, ma ne vale veramente la pena. Il panorama che abbiamo di fronte è di quelli
che mozzano il fiato. Siamo sul lago Sartori, un invaso artificiale circondato da boschi.
Arriviamo sulla diga dell'Ancipa. Davvero imponente. Guardare giù è uno spettacolo, per
chi non soffre di vertigini. Sopra la diga si allargano i boschi del Parco dei Nebrodi.
Troina è proprietaria di migliaia di ettari di questo polmone verde, donatogli dal conte
Ruggero. Unico obbligo perentorio: rispettare quel tesoro donato dall'uomo venuto dal nord
che si innamorò perdutamente di questa città nel momento in cui la vide. Credetemi,
quell'uomo aveva, senza alcun dubbio, buon gusto.
Francesco Guglielmi
- Prefisso teleselettivo 0935
-
- Come ci arrivi:
- - in auto
- da Catania, superstrada per Adrano, uscita Paternò Nord -
Schettino; autostrada A19 (CT-PA), uscita Agira, via Gagliano Castelferrato; da S. Agata
Militello, via S. Fratello e Cesarò
- - in pullman
- da Catania, autolinee ISEA, piazza della Repubblica, tel.
095/378676; da Enna, autolinee SAIS, viale Diaz,tel. 0935/21902
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- Cosa puoi visitare:
- - Necropoli sicula sul monte Muganà
- - Cinta muraria con fortificazioni ellenistiche (fine IV
inizio III sec. a. C.)
- - Resti dell'abitato romano imperiale (fine I sec. a. C. I
d. C.)
- - Ruderi chiesa bizantina detta "della Catena"
(sec. VII - VIII) impiantata su ambiente di terme romane
- - Ruderi del Convento S. Michele "Il Vecchio"
Cenobio Basiliano (sec. XI) e del "Nuovo" (sec. XVIII)
- - Chiesa di S. Silvestro (sec. XVII - fondata nel XIV sec.),
al suo interno la tomba di S. Silvestro monaco in marmo (opera di A. Gagini, sec. XV)
- - Impianto alto-medievale (quartieri Piazza e Scalforio)
- - Torre Capitania (sec. XII - rimaneggiata sec. XIV e XIX)
- - Mulino a vento (sec. XVII)
- - Ponte medievale in contrada Failla
- - Cattedrale Maria SS. Assunta, fondata dai Normanni tra il
1078 - 1080
- - Oratorio del SS. Sacramento (sec. XVI, su impianto del
sec. XI)
- - Manifestazione folcloristica dei Rami, penultima domenica
di maggio
- - Manifestazione folcloristica della "ddarata",
ultima domenica di maggio
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- Dove puoi mangiare:
- - Ristorante-Pizzeria Eden, tel. 654407
- - Ristorante-Pizzeria Golden Fork,tel. 654444
- - Ristorante-Pizzeria L'Orchidea, tel. 654930
- - Ristorante La Cittadella dell'Oasi,tel. 653966
- - Trattoria-Pizzeria La Tavernetta,tel. 656979
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- Dove puoi alloggiare
- - Hotel La Cittadella dell'Oasi, categoria *** e ****, tel.
653966
- - Albergo Eden, categoria **, tel. 656676
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- Pubblica utilità
- - Municipio: tel. 937111
- - Ambulatorio - Guardia Medica: tel. 654350
- - Carabinieri: tel. 653004
- - Pro Loco: tel. 65698
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