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Quando l'associazione "icularagonensia" i
Randazzo decise nel 1995 di creare il corteo storico (che si svolge dal 31 luglio al 3
agosto) ci si trovò a discutere per un certo tempo su tre ipotesi di rievocazione. La
prima era incentrata sulla figura di Federico II, la seconda sul passaggio a Randazzo
dell'imperatore Carlo V nel 1535, la terza sulla permanenza in città della vicaria del
regno, Bianca di Navarra, nel 1411. La soluzione ideale doveva rispondere a tre esigenze
fondamentali: rivestire un carattere di spettacolarità, ricordare un periodo prospero per
la città, celebrare un personaggio che avesse avuto un ruolo positivo nelle vicende
cittadine e siciliane in generale. Si scartò il personaggio di Carlo V dato che il suo
passaggio, per la Sicilia e per Randazzo, significò un periodo di calamità tristissime
(pestilenze e saccheggi) e, soprattutto, la definitiva perdita d'ogni speranza di ripresa
di autonomia dell'isola. La venuta di Federico nella nostra cittadina è scarsamente
documentata e ampiamente celebrata in diverse rievocazioni isolane. La personalità storica della regina Bianca di Navarra, invece,
attrasse l'attenzione per diversi motivi: perchè si pone all'interno di un periodo
florido per la città, quello aragonese; quando i re di Sicilia la scelsero come dimora
estiva della corte, fecero erigere il Palazzo Reale e rinnovare la cerchia muraria,
dotarono di tesori le chiese e rinnovarono alla città immunità e privilegi d'antica
data.. Inoltre il passaggio della regina è ben documentato e testimonia l'importanza
della città demaniale in cui la regina sostò più volte.
Bianca scrisse diverse lettere da Randazzo e altre ne
scrisse sulle questioni politiche e finanziarie che si agitavano nella città. La
corrispondenza si è conservata ed è edita nell'opera di Raffaele Starrabba, Lettere e
documenti relativi al vicariato della regina Bianca in Sicilia, Palermo, 1933. Ma un altro
motivo ci ha veramente convinto. Il tentativo della regina di convocare un parlamento di
tutta la fedualità siciliana, perchè vi si scegliesse un re in grado di mettere
dèaccordo i diversi partiti, superare lèemergenza della guerra civile e riportare la
pace e il benessere nell'isola. Il tentativo, che fallì, con gravi conseguenze per la
storia siciliana, ci lascia ammirati, anche perchè condotto da una donna giovanissima che
seppe dimostrare una determinazione e una forza dèanimo fuori dal comune. Abbiamo
ravvisato nella sua opera quel sapore di libertà, il profumo di unèautonomia che poi
andò perduta, che mettono entusiasmo nel cuore e rendono degno di celebrazione un
personaggio.
Quel famoso parlamento Bianca avrebbe dovuto celebrarlo a
Randazzo nel luglio del 1411. Principessa di Navarra, Bianca sposò giovanissima Martino
I, detto il Giovane, re di Sicilia dal 1392. Alla morte del marito (1409), rimase sola col
titolo di vicaria del regno e, alla morte del suocero, Martino II, re d'Aragona, si trovò
al centro di una complessa situazione politica. Al vuoto di potere che si era creato si
aggiungeva, infatti, la crisi dinastica perchè i due re defunti non avevano lasciato
eredi diretti. Nell'isola cominciò un periodo di disordine dovuto alla ribellione del
conte Cabrera, gran giustiziere del regno, il quale intendeva contrastare le richieste dei
feudatari della fazione "latina" e, sposando Bianca, diventare re. Il conte
fomentò rivalità e discordie e indusse alla ribellione numerose città fedeli alla
corona, come Siracusa e Randazzo. La regina, al contrario, cercò di ricompattare le forze
fedeli alla monarchia e di riconquistare una dopo l'altra le piazze occupate dal Cabrera.
Con la sua corte itinerante attraversò in lungo e in largo tutta la Sicilia più volte,
richiamando, perdonando, cercando quasi sempre l'accordo, emanando decreti e
"capitoli" in favore di tutte le universitates o terrae. La regina oper
per risanare le finanze, dirimere cause e, soprattutto, cerc di convocare quel
parlamento che ricomponesse i dissidi, decidesse su un re accettato da tutti che ne
garantisse lo stato di Regnum autonomo, per quanto sempre collegato dinasticamente
all'Aragona.
Bianca sposò gli interessi del Regnum
Siciliae e si comportò come una siciliana che ama quella che sente esser divenuta per
destino la propria terra e per la quale spende tutte le energie, "...in honuri di
la casa regali et conservacioni di la nacioni cathalana, la quali non altramenti ki comu
sichiliani volimu tractari..." (Taormina, 22 agosto 1411). Nel 1411, prima
dell'arrivo in Sicilia del vicerè Giovanni di Peafiel, Bianca tornò in Navarra.
Successivamente Giovanni rientrò in Spagna, sposò Bianca e nel 1458 entrambi sedettero
sul trono di Aragona. La corrispondenza di Bianca tra il 1411 e il 1412 parte da diverse
località: Aidone, S. Filippo d'Argirà, Nicosia, Troina, Militello, Avola, Taormina,
Piazza Armerina, Palermo, Catania, Lentini, per citare le più frequentemente nominate e
le più importanti.
Da Randazzo vennero scritte complessivamente 27 lettere.
Solo in alcune di queste si parla di questioni inerenti la città, che vengono toccate
invece in sei missive scritte altrove e indirizzate al capitano, ai giurati, al
vicesecreto, all'universitas intera.Si tratta di analizzare per sommi capi il contenuto
delle lettere per capire quali fossero le condizioni di Randazzo in quel periodo e quali
problemi vi si agitavano. Dalla prima lettera del 30 aprile 1411 apprendiamo che la regina
si felicitava con i suoi consiglieri "per una volta reduchiri a totali nostra
obediencia la terra di randazu" e si esprimeva la preoccupazione per la scelta del
luogo in cui "farisi lu parlamentu generali, da ki a Missina non si po fari per la
mortalitati...". E proprio questi sono in sintesi gli argomenti agitati nelle
lettere di pertinenza randazzese: il riassetto degli affari pubblici dopo la ribellione
fallita; la nomina e gli emolumenti degli ufficiali regi; la proposta di convocare a
Randazzo il Parlamento Generale.
Intanto la regina, lieta che la città fosse stata riportata
all'obbedienza, conferma nel loro ruolo tutti i suoi ufficiali che le erano restati
fedeli; perdona e reintegra nei loro beni e diritti i rivoltosi a eccezione di alcuni
personaggi tenuti al bando (Troina, 2 giugno 1411). Il documento più importante è certo
la lettera che contiene i "Capituli ordinati per la universitati di
randazu...Trahine 11 iunii 1411" in cui troviamo accenni a provvedimenti
amministrativi che ritroviamo nel testo delle Consuetudini di Randazzo confermate nel
1466. Se ne ricava l'immagine di una città demaniale con tutti i privilegi e le garanzie
di pertinenza: nomina per scrutinio degli ufficiali pubblici, estraneità ai vincoli
feudali, diritto di esazione di proprie gabelle, esenzione dei cittadini dagli obblighi di
leva, assoluta libertà di circolazione e commercio con altre genti del regno.Diverse
lettere riguardano questioni economiche legate al pagamento del capitano e da esse
emergono quali fossero le cariche più importanti: il capitano, i giudici, i giurati, il
tesoriere (Randazzo, 8 agosto 1411).
Un altro accenno ai poteri cittadini lo troviamo nella
lettera che descrive le cerimonie di accoglienza fatte in città all'arrivo della sovrana,
il 3 giugno 1411: "...lu baruni di crimasta capitaneu di randazu et la
universitati, ni mandaru ambaxaturi lu archipresti di randazu et iudichi nicola di astasi,
supplicandoni ki li richipissimu in gracia et merci...hodie intrammu feliciter in quista
terra, undi fommu richiputi et ascuntrati cum solemni festa at allegriza da tucti
universaliter...". Il 14 gennaio 1413 la regina chiede a Randazzo di inviare
subito a Lentini "dui oy tri boni homini di quissa terra...ca e di gran bisognu
per trattari alcuni cosi necessarii tangenti lu exaltamentu et honuri di lu serenissimu
signuri don ferrandu re di aragona et di sicilia...".
Tutti segni, quelli menzionati, che la città aveva
pienemente recuperato la fiducia della sovrana.
E veniamo, infine, alla questione della
convocazione del Parlamento generale che si trascinò per almeno due mesi. Bianca avrebbe
voluto convocare l'assemblea nella fedelissima Messina, ma ciò era impossibile a causa di
una pestilenza. In una lettera del 6 giugno 1411 da Randazzo, la sovrana suggerisce le
sedi Randazzo o Caltagirone, ma rimette la scelta ai messinesi. Costoro indicheranno prima
Castroreale poi, per cause che non conosciamo con precisione, il Parlamento si svolgerà a
Taormina il 23 agosto 1411. Due anni dopo, con una lettera da Catania del 4 gennaio 1413
(copia della quale inviata anche a Paternò, Nicosia, Troina ed Enna con la medesima
richiesta) ordina alla terra di Randazzo, in occasione del nuovo Parlamento generale
convocato a Catania, di mandare con urgenza prodotti commestibili a disposizione "undi
li vindirannu a convinivuli et bonu preciu" per il sostentamento della gran
massa degli intervenuti.
Il 26 luglio del 1414 è da Randazzo che la vicaria
annuncia la prossima venuta di uno dei figli del re in Sicilia e l'8 agosto sempre da
Randazzo il re Ferdinando I emana i primi decreti del suo regno. L'importanza della
città, in quanto sede estiva della corona, viene in tal modo confermata definitivamente.
Giuseppe Severini
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FESTA MEDIEVALE DI RANDAZZO - III EDIZIONE
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- La festa è ispirata alla permanenza a Randazzo della corte
aragonese della regina Bianca (1411) e si svolge dal 31 luglio al 3 agosto
- - Corteo storico
- - Arceria
- - Mercatino medievale (artigianato, vino, formaggi)
- - Rassegna di musica medievale con "Chominciamento di
gioia" (Roma), "Ensemble Maqam" (Palermo), "Dulce melos" I.S.M.A.
(Siracusa)
- - Intrattenimenti di musiche, giochi con "Allegra
brigata" (Arezzo), "I Liristi del Poro" (Spilinga, Vibo Valentia),
"Islands" (Catania)
- - Cene medievali (sabato 2 e domenica 3) con ricette tratte
dall"opera "A tavola nel Medioevo", ed. Laterza
- - Rassegna di artigiani "in piazza": fabbro,
vasaio, liutaio, e antiquariato popolare (via Furnari)
- Come ci arrivi:
- - in auto: superstrada Catania-Paternò-Bronte; autostrada
CT-ME con uscita a Fiumefreddo
- - in pullman: SAIS, tel. 536111
- - in treno: Circumetnea (Catania-Randazzo-Riposto), FF.SS.
(Randazzo-Taormina-Catania)
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- Cosa puoi visitare:
- - La cinta muraria medievale e le quattro porte della
città: Pugliese, S. Giuseppe
- S. Martino e Aragonese
- - La chiesa di Santa Maria (sec. XIII e successivi
interventi)
- - La chiesa di San Nicolò (sec. XIII e successivi
interventi)
- - Il Castello Svevo
- - Il palazzo comunale e il suo chiostro
- - La medievale e suggestiva via degli Archi
- - Il Palazzo Clarentano (1509)
- - Il Palazzo Reale (XII)
- - La chiesa di San Martino (sec. XIII e successivi
interventi)
- - Il museo di Scienze naturali (tutti i giorni dalle 09.30
alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 compresi i festivi); il museo Archeologico e la
collezione dei Pupi siciliani (Castello Svevo, tutti i giorni dalle 09.00 alle 13.00 e
dalle 15.00 alle 19.00, in inverno; dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00, in
estate)
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- Le manifestazioni piè importanti:
- - Le processioni della Settimana Santa
- - La Vara (15 agosto): solenne processione in onore della
compatrona Maria SS. Assunta. La Vara è un carro allegorico, alto quasi 20 metri, che
rappresenta, su diversi piani sovrapposti, i Misteri Mariani. Trenta personaggi, tra
ragazzi e ragazze, impersonano la Madonna, la Trinità, gli Apostoli, Angeli e Santi e si
collocano per tutta la sua altezza
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- Dove puoi mangiare:
- - Ristorante Scrivano, piazza Loreto,
- tel. 921433-921126
- - Ristorante La Trottola, via Basile,
- tel. 921187
- - Ristorante-pizzeria Il Vigneto, contrada Arena
- - Ristorante-pizzeria Il Sogno, contrada Statella
- - Trattoria Veneziano, via dei Romano 8,
- tel. 921418
- - Pizzeria La Fontana, piazza Bixio, tel. 923621
- - Pizzeria La Ginestra, via IV Novembre,
- tel. 7991864
- - Pizzeria Bristol Park, contrada Calderara,
- tel. 921460
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- Dove puoi alloggiare:
- - Hotel Scrivano, piazza Loreto,
- tel. 921433-921126
- - Azienda agricola L'Antica Vigna, contrada Montelaguardia,
tel. 924003-922766,
- fax 923324
- - Masseria del Pino, contrada Montelaguardia, tel. 537557
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- l Per affittare piccoli appartamenti in vecchie case del
centro storico, telefonare all'ufficio Turismo del comune, tel. 7990064
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- Pubblica utilità:
- - Ufficio Turismo del comune, tel. 7990064
- - Ospedale /Guardia Medica, tel. 922222
- - Stazione Carabinieri, tel. 921000
- - Polizia Stradale, tel. 921222
- - Corpo Forestale, tel. 921124
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