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A un certo punto compare dall'oro diffuso dei campi di
grano, netta e definita nelle ombre della pietra, case squadrate non alte e sopra tutto il
moncone del castello. Pietraperzia in un pomeriggio di prima estate, la piazza con le sue
macchie d'ombra e la chiesa che ne determina, in basso, la prospettiva, stradine in salita
tra muri di pietra, pietra levigata che disegna portali e finestre, e pietra più antica
arrotondata dal tempo che crea figure di leggenda a reggere balconate con ringhiere in
ferro battuto. Allora camminare nella quiete delle vie tranquille, al di là della chiesa
di Santa Maria di Gesù, oltre la piazza con le facciate silenziose di finestre socchiuse
e un altro campanile, su, fino alla Chiesa Madre, e di fronte la pietre squadrate del
palazzo del Governatore e le fiabesche immagini litiche che ne sorreggono il balcone ad
angolo, e ancora salire fino al momento in cui sopra non ti rimane che il cielo, dal
Belvedere, e sotto gli occhi il vastissimo aperto paesaggio con in lontananza
Caltanissetta e vicinissimo il castello. Povere poche pietre rimaste, frammenti di mura e
il ricordo di torri, come un dito puntato supplice al cielo, memoria ormai indecifrabile
di un passato fastoso, che mantiene però come un'aura di dignità austera, quasi una
minaccia sottaciuta.
Un castello un tempo tra i più
grandi di Sicilia, qualcosa come dodicimila metri quadrati coperti, con una storia ancora
più grande, da dimora di baroni normanni a carcere nell'ottocento, leggende di tesori e
fantasmi e anfratti in cui si scompare. Non ne è rimasto molto, ma pure la torre continua
a dominare le valli sottostanti, a perpetuare un dominio, oggi silenzioso ma sempre vero,
dell'intero paese su tutti i dintorni. Pietraperzia: per arabi e greci lo stesso
significato, pietra forata. E lo dicono le caverne e le tombe di antiche genti, dai
cauloni ai sicani ai siculi, lo dicono le caverne che un tempo erano addirittura stanze
ricavate nella roccia.
Pietraperzia oggi: non si è perso il senso della tradizione. Lo
dicono il gruppo folcloristico, la grande festa del Venerdì Santo, la cura nel mantenere
ciò che si può salvare dell'antico, sia una casa o un campanile o una masseria. Perché
Pietraperzia è anche natura. L'hanno capito gli organizzatori dei "Percorsi
paesaggistici in fuoristrada", della "Pedalata archeologica", delle
escursioni paesaggistiche, nell'impegno della salvaguardia dei beni culturali. Lo dicono i
mille e mille colori forme disegni dei carri siciliani che qui convergono per la loro
festa. Lo dicono le altre manifestazioni che attingono da storia e tradizione per offrirsi
ai visitatori, e non far dimenticare ai pietrini quanto importante sia la celebrazione
della memoria. Specialmente di quella legata alle origini, che fa parte di noi anche prima
della nostra nascita. Petraperzia infine: un posto vero, un posto da scoprire.
Ivan Scinardo
- CARRETTI SICILIANI A RADUNO
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Il Raduno dei Carretti Siciliani, giunto alla
7° edizione, rappresenta, nell'ambito dell'Estate Pietrina 1997, il momento più
importante e atteso fra tutte le manifestazioni di carattere folcloristico che si svolgono
a Pietraperzia. La manifestazione, che si svolge il 2 agosto, richiama infatti nella
città migliaia di turisti provenienti dalle diverse province siciliane: vengono tutti ad
ammirare i carretti con i caratteristici dipinti raffiguranti le gesta epiche dei paladini
di Francia, gesta raccontate per molti anni dai cantastorie siciliani nelle piazze dei
paesi. I fantasiosi dipinti dei carretti, le bardature e i pennacchi dei cavalli creano
una particolare aria festosa e fanno rivivere momenti di altri tempi, quando i carretti
costituivano l'unico mezzo di trasporto di uomini e cose. In questo senso la
manifestazione assume una particolare importanza socio-culturale che la distingue dalle
altre. Al raduno partecipano 45 carretti provenienti da tutta la Sicilia. In questo modo
si permette al visitatore di vedere e ammirare il tipico Carretto Siciliano, diventato il
souvenir-simbolo della Sicilia nel mondo. Quest'anno il raduno dei carretti coincide con
il raduno folcloristico. Un'occasione in più per andare a Pietraperzia.
- UN GRUPPO FAMOSO
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- Il Gruppo Folcloristico di Pietraperzia è stato costituito
come associazione nel 1987 ed è formato attualmente da 30 ragazzi e ragazze di età
compresa tra gli otto e i ventidue anni. E' fornito di strumenti musicali tipici come la
fisarmonica, la chitarra, il fischietto, i tamburelli e il marranzano, ed è dotato di
costumi tradizionali. In questi anni il gruppo ha svolto un'intensa attività in varie
città della Sicilia; ha partecipato per tre anni consecutivi al raduno nazionale dei
gruppi folcloristici di Roseto degli Abruzzi; è stato ricevuto dal Santo Padre e si è
esibito a Montecitorio. Ha partecipato, inoltre, a diverse manifestazioni internazionali:
nel 1988 e nel 1989 in Svizzera, nel 1991 in Turchia, nel 1992 in Austria e in Slovacchia,
nel 1993 in Bulgaria, nel 1994 in Austria, nel 1995 in Lettonia e in Svizzera, nel 1996 in
Turchia e in Austria. Per quest'anno ha ricevuto inviti dalla Grecia, dall'Ungheria e
dalla Slovacchia.
- L'associazione, nella prima settimana d'agosto (quest'anno
il 5), organizza il "Raduno Folk internazionale", giunto alla sua 9° edizione.
Nelle precedenti edizioni hanno partecipato gruppi provenienti da Polonia, Turchia,
Grecia, Austria, Francia, Bulgaria, Lettonia, Ungheria, Macedonia, Armenia, Bolivia,
Georgia e diversi gruppi siciliani.
- MESE DI LUGLIO
- 26 Saggio danza classica
- 27 Recita: Medioevo a Pietraperzia fra
storia e leggenda
- 28 Liscio - Anfiteatro
- 29 Discoteca
- 30 Compagnia teatrale
- 31 Liscio - Anfiteatro
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- MESE DI AGOSTO
- 1 Discoteca
- 2 Raduno Carretti Siciliani - 7° edizione
- 3 Banda musicale
- 4 Duo Musical
- 5 Raduno Gruppi Folcloristici - 9°
edizione
- 6 Fisarmonicista Adele
- 7 Discoteca
- 8 Fisarmonicista Fabio
- 9 AVIS: Festival canoro dei bambini (un
giorno per la vita)
- 10 Banda musicale
- 11 Trio Disco D'ance
- 12 Compagnia teatrale
- 13 Discoteca
- 14 Festa patrona, al Santuario
"Madonna della cava"
- 15 Spettacolo musicale
- 16 Spettacolo musicale
- 17 Compagnia teatrale
- Prefisso teleselettivo: 0934
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- Come ci arrivi:
- - in auto: autostrada CT-PA con uscita Caltanissetta,
prendere la Caltanissetta-Gela con uscita al primo svincolo
- - in pullman: autolinee SAIS, ufficio informazioni, tel.
0935-500902
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- Cosa puoi visitare:
- - Nella contrada "Rancitito" sono visibili tombe
rupestri a forno del periodo castellucciano; nella contrada "Runzi" si trova un
grosso insediamento rurale di epoca ellenistico-romana; nelle contrade
"Tornabò"
- - "Marcato d'Arrigo" è stato scoperto un grosso
insediamento: potrebbe trattarsi dei resti della città sicana di Krastos
- - Il Castello Barresio (XI secolo e successivi interventi)
- - La Matrice (XVI secolo e successivi interventi) e le
numerose chiese della città
- - Santuario Madonna della Cava (XVII secolo)
- - Il Palazzo del Governatore e gli altri palazzi nobiliari
(XVII-XVIII)
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- Le manifestazioni più importanti:
- - I riti della Settimana Santa e la processione di "lu
Signuri di li fascio", il Venerdì Santo
- - 7° raduno dei Carretti Siciliani (2 agosto)
- - 9° Raduno Internazionale Gruppi folcloristici (5 agosto)
- - Festa patrona (14 agosto), nel Santuario Madonna della
Cava
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- Dove puoi mangiare:
- - Tavola calda da "Vincenzo", via Sabotino 19,
tel. 461406
- - Pizzeria Al Belvedere, cucina rustica, via castello 2,
tel. 461223
- - Pizzeria Mediterraneo Di Meglio F., via Marconi 65, tel.
461068
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- Dove puoi alloggiare
- - Albergo Hotel Residence Marconi, categoria ***, via
Marconi 55, tel. 461983
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- Pubblica utilità
- - Municipio, centralino, tel. 461053
- - Pro Loco - c/o Municipio, tel. 461053
- - Guardia Medica, tel. 401118
- - Ospedale R. Di Natale, centralino, tel. 461151
- - Stazione Carabinieri, tel. 461129
- - Corpo Forestale, tel. 460112
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