Petralia Sottana

E’ una limpida giornata di fine primavera e l'azzurro del cielo s'intonano meravigliosamente al grigio e al verde delle Madonie che svettano su tutto ciò che le circonda, millenari testimoni di storia e sentinelle silenziose della natura, tanta prodiga in questi luoghi. Non ci sono dubbi, la città a cui mi sto avvicinando è già fortunata per essere sorta qui, in uno dei tanti paradisi terrestri che la nostra isola regala. Un luogo in cui il clima mediterraneo di alta montagna, i boschi lussureggianti, i monti e le profonde vallate si mescolano perfettamente. Sono a Petralia Sottana.

Da qualsiasi punto di arrivo si vede la Chiesa Madre sovrastare l'abitato. Non è difficile intuire il perchè i sottanesi l'abbiano voluta in cima alla loro città. Mi hanno parlato di questa città come di un piccolo gioiello d'arte. Io che sono un montanaro sorrido dell'idea che hanno di noi e dei nostri paesi gli abitanti della pianura. I tesori, di ogni tipo, li trovi, spesso, nei posti più impensabili. Conosco il simpatico campanilismo tra le due Petralie, la Sottana e la Soprana, divise da solo centro metri di altezza e da tre chilometri di strada. Devo stare attento a non confondere. Eppure un tempo di Petralia ce n'era una sola. Siamo dove sorgeva l'antica Petra, di cui Cicerone (nelle Verrine, III, 90) dice che "Petrini pecuniam dare Verri negarunt, et tamen Petrinis pecunia abrupta est". Quell'antica fierezza non si è mai persa e oggi la ritrovi in chi, nonostante le difficoltà di una vita tra le montagne, è rimasto.

L'arrivo dei normanni e la costruzione di un castello permisero la nascita del borgo di Petralia, "quella sotto", che raggiunse il suo massimo splendore sotto le baronie dei Ventimiglia, dei Moncada e dei Cardona (sec. XVI - XVIII). Agli occhi attenti di chi arriva la prima volta non sfugge che i moderni rimaneggiamenti sono stati tali da non stravolgere l'assetto urbanistico, tipicamente medievale, del centro storico. Non è da poco. Le vie strette, le case addossate le une alle altre, le salite, i sottopassaggi, gli scalini, gli splendidi portali. Il tutto, per lo stato di conservazione e per la tipologia urbanistica, la fa somigliare, ovviamente con le dovute differenze, alla città di Gubbio. Una piccola Gubbio nel cuore delle Madonie? Se non siete d'accordo, visitatela e ne riparliamo. Ho saputo che in passato la città venne chiamata (forse con troppa enfasi) la Piccola Parigi per l'intensa attività culturale.

E' singolare camminare sulle stradine lastricate in pietre, esattamente come secoli or sono. La pietra è l'elemento delle strade, dei muri delle case, dei balconi, dei porticati. Ma non pietra grezza e morta, ma viva, fortemente viva. Il tempo ne ha deformate molte, ma la loro espressivitˆ rimane immutata e immutabile. Il tempo in alcuni angoli si è fermato e, se non fosse per le note di una canzone proveniente da una radio, il silenzio sarebbe uguale a quello di tempi passati e, ancora, se non fosse per la permanente e per la gonna un po' troppo corta, quella bella signora sarebbe una madonna d'altri tempi.

Un'altra cosa non sfugge al turista: la bellezza delle chiese, dei monasteri e dei palazzi nobiliari, edificati quasi tutti tra il XVI e il XVII sec., e la loro buona conservazione. Una realtà quasi introvabile nei centri della Sicilia orientale dove tutto ciò che fu costruito prima del 1693 fu spazzato via dal catastrofico terremoto di quell'anno. Sono state appunto le chiese e i monasteri a determinare l'assetto urbanistico di Petralia Sottana, organizzandolo intorno ai grandi fabbricati ecclesiastici. Allora come oggi. Lungo il corso Agliata incontro la chiesa di Santa Maria della Fontana (fine sec. XVI e inizi sec. XVII). Di grande valore artistico sono il portale gotico-catalano e, all'interno, le opere scultoree di scuola gaginesca. La chiesa prende il nome da due fontane con mascherone. Singolari le leggende intorno all'edificio e all'antistante piazzetta nella quale si svolge, in certe notti, una fiera di spiriti dove è possibile comprare frutti d'oro. Peccato che nessuno conosca la data della vendita.

Ma le sorprese che mi attendono sono appena iniziate. Sono sincero, non mi aspettavo tanto. A poche centinaia di metri, procedendo a sinistra, ammiro la chiesa barocca di San Francesco. Internamente è decorata con affreschi seicenteschi rappresentanti la vita del santo. Molto belli, per i giochi di luce, i quadri di Giuseppe Salerno, detto lo Zoppo di Gangi (1570 - 1632) il pulpito in legno decorato e rivestito in foglia d'oro. Alla base del campanile di questa chiesa c'è lo splendido sottopassaggio ad arco ogivale quattrocentesco. é un monumento da non perdere, tanta ' la sua bellezza e la suggestione che infonde in chi lo attraversa.

Ma le sorprese non sono finite. Poco più in là vale la pena alzare gli occhi e guardare un altro campanile. é quello della chiesa della Misericordia (1597) e ha una bella meridiana al suo centro. Nella parte più alta, la più esposta, il tempo ha lasciato il segno, ma per il resto è semplicemente bello. Fa caldo. Camminare a piedi sotto il sole mette sete. Entro in un piccolo bar. I pochi sottanesi presenti mi guardano un po' incuriositi, ma non più di tanto. Evidentemente sono abituati ai forestieri. Continuo la mia scalata verso la parte più alta e arrivo a piazza Duomo dove prospetta l'imponente Chiesa Madre, dedicata all'Assunta (sec. XVII - XVIII), con le sue dodici colonne in calcare bruno e il suo portale del XV sec., testimonianza di una evoluzione architettonica che va dal gotico-catalano al tardo barocco. Non sono solo a guardare l'interno e l'esterno del duomo. Altre facce favorevolmente sorprese mi dimostrano che la scelta di tutti noi è stata azzeccata.

I cultori di arte possono trovare in questa cittˆ tesori inaspettati. Nel Duomo è possibile ammirare un trittico (fine sec. XV) di un anonimo maestro delle Madonie, tre sculture marmoree del Cinquecento di Bartolomeo Berrettaro e Pietro del Mastro, una pala dell'altare (1501) attribuita a Giorgio da Milano, alcuni capolavori d'arte sacra dell'oreficeria siciliana e un portalampada con iscrizione araba (sec. XI - XII) proveniente dall'Africa settentrionale. Sul Duomo circola un'altra leggenda, evidentemente di casa da queste parti, che vuole che sia collegato, tramite tunnel sotterranei, con tutti gli altri edifici religiosi della città.

Mi raccomando, non perdete lo spettacolo dell'ancona di marmo di G. Gagini nella chiesa della Trinità, rappresentate i misteri del rosario, alta dieci metri e collocata sul fondo dell'abside. Per non parlare delle numerose tele del Visilongi, del Cruzer, del Salerno e del D'Antoni disseminate nelle varie chiese. Belli da vedere anche i numerosi palazzi patrizi che si affacciano nel centro con i loro prospetti di raffinata fattura e di epoca diversa. Tranquilli, non correte il rischio di avvertire i sintomi della sindrome di Stendhal: tra una chiesa e l'altra, tra un tesoro e un altro, respirerete un'aria che i vostri polmoni reclameranno ancora.

I sottanesi sono gentili e ospitali. La bella giornata ha spinto un gruppo di anziani di un circolo a sedersi all'aperto. Colgo l'occasione per saperne di più e chiedo lumi su cosa posso ancora vedere di quest'angolo di Madonie. Non ho l'aria del turista "professionista" e la mia parlata tradisce la mia sicilianità, ma la cortesia che mi è data fa piacere.

I ciceroni in pensione sono precisi ed esaurienti. "Se lei - dice il vecchietto con baffetti alla sparviero e immancabile coppola - vuole vedere cose antiche deve visitare la grotta del Vecchiuzzo. Se vuole fare una scampagnata e prendere aria buona deve salire a Piano Battaglia, al santuario di Maria SS. dell'Alto o al Parco". La grotta si trova poco distante dall'abitato e ha portato alla luce numerosi reperti in ceramica di età Paleolitica e Neolitica. Testimonianza tangibile della presenza dell'uomo già dal terzo millennio a. C.. I luoghi che mi hanno consigliato di vedere sono di straordinaria bellezza e poco distanti. Piano Battaglia è l'unico centro sciistico della Sicilia centro-occidentale, ma si può trovare ospitalità tutto l'anno al rifugio Marini (1600 metri).

E cosa dire del santuario di Maria SS. dell'Alto che è la protettrice di tutti i paesi del circordario (il nome ovviamente si riferisce ai 1827 metri di altitudine) e dei suoi paesaggi. La devozione della gente per questo luogo sacro deve essere notevole. C'è tanta gente. Una di esse, una gentile signora, mi parla di un'antica tradizione sul santuario. "Alcuni secoli fa - mi racconta - vicino a Campofelice di Roccella, naufragò una nave. Tra le altre cose fu rinvenuta una cassa che conteneva una statua di marmo rappresentante la Vergine Maria con il Bambino Gesù in braccio, alta circa un metro. I rinvenitori, spinti dalla devozione, decisero di condurla nella vicina Termini Imerese, ma coloro che la portavano sentivano che una forza occulta li spingeva in tuttaltra direzione. Decisero, quindi, di collocarla su di un carro tirato da buoi. Gli animali, privi di qualsiasi guida, vagarono sino a fermarsi dove oggi è stato eretto il santuario". "Evidentemente - conclude la mia interlocutrice - la Signora voleva la sua casa in questo meraviglioso luogo".

Alla Madonna dell'Alto è legato una manifestazione folcloristica chiamata il Ballo della Cordella e il Corteo Nuziale: una rievocazione del matrimonio contadino che si svolge la domenica dopo ferragosto e che richiama tanti turisti. Ma Petralia Sottana è da visitare anche per il Parco. Quasi seimila ettari del suo territorio ricadono nell'area più integra delle Madonie. In esso ho trovato una sintesi naturalistica di rara bellezza e di grande pregio paesaggistico: itinerari selvaggi e fitti di boschi, valloni e torrenti, pascoli montani e colline verdeggianti e fenomeni carsici. Una varietà di scenari che mutano con le altitudini e le stagioni. Una varietà di scenari a volte aperti e di largo respiro, a volte solitari e remoti. Posti da vedere.

Marcello Scorciapino

I NUMERI UTILI
Prefisso teleselettivo: 0921
 
Come ci arrivi:
- in auto
SS. 120 "Dell'Etna e delle Madonie", via Nicosia-Gangi; autostrada A19 (CT-PA), uscita Tre Monzelli, via Castellana Sicula;
- in pullman
da Palermo, autolinee SAIS, via P. Balsamo 16, tel. 091/6166028;
da Nicosia, autolinee SAIS, piazza Marconi 12
 
Cosa puoi visitare:
- Grotta preistorica del Vecchiuzzo (terzo millennio a. C.)
- Chiesa di Santa Maria della Fontana (sec. XVI - XVII)
- L'oratorio del Rosario (1671)
- La chiesa della SS. Trinità (sec. XVI - XVII)
- Il campanile della chiesa della Misericordia (1597)
- La chiesa di San Francesco (XVI)
- La chiesa e il convento dei Padri Cappuccini (1589)
- La Chiesa Madre (sec. XVII - XVIII) e i capolavori d'arte sacra dell'oreficeria siciliana
- I numerosi palazzi patrizi
- Ex convento dei Padri Riformati e pineta comunale
- Il Centro di documentazione etnografica "U Parmintieddu", antica casa museo
- Il santuario di Maria SS. dell'Alto
- Il Parco regionale delle Madonie
- Il centro turistico di Piano della Battaglia
 
Dove puoi mangiare:
- Ristorante Pomieri, tel. 649998-649855
- Ristorante Saxum, via Felice Gangi 3, tel. 680444
- Ristorante Petralejum, corso P. Agliata 113, tel. 641947
- Azienda agricola Pottino, contrada Monaco di Mezzo, tel. 0934-673949
 
Dove puoi alloggiare:
- Hotel Pomieri, contrada Pomieri, tel. 649998-649855
- Albergo delle Madonie, corso P. Agliata 83, tel 641106
- Albergo Casa Farinella, via Altarello, tel. 680548
 
Pubblica utilità
- Municipio: tel. 641032
- Ospedale Barone Agliata: tel. 641312
- Ente Parco delle Madonie: tel. 680201
- Carabinieri: tel. 641424
- Corpo Forestale: tel. 641657
- Vigili del Fuoco: tel. 641333
- Soccorso Alpino e Speleologico: tel. 116-176000118
- C.A.I.: tel.641028
- Centro base per l'escursionismo, corso Agliata 16, tel. 680201 - fax 680478
- Archeoclub e Pro Loco: tel. 641680
- Centro Etnografico "U Parmintieddu": tel. 640024

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Last update: Tuesday 25 July 2000