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Volgendo lo sguardo dalle sommità della
città capoluogo più alta d'Italia, qualunque sia l'orizzonte di riferimento, è
possibile scorgere uno dei panorami più suggestivi dell'entroterra siciliano: immense
vallate, seguendo un percorso delicatamente sinuoso, si distendono colorate di verde, ma
anche di giallo o di bruno bruciato a seconda delle stagioni, quasi del tutto spoglie di
alberi, a testimonianza di un antico glorioso passato che le volle "granaio"
dell'impero dei Cesari, delimitate da monti che da queste parti sembrano altissimi,
soprattutto quando sono ricoperti di neve. Gli specchi d'acqua, naturali o creati
dall'uomo, confondono il loro azzurro con quello del cielo. I pini e gli eucalipti,
saggiamente sparsi qua e là in piccoli boschi, aggiungono profumo all'aria che non manca
mai di annunciare l'imminente stagione di turno. E ancora i paesi, piccoli e grandi,
incastonati in quei monti, adagiati su quelle colline, addormentati in quelle valli. Su
tutto, e su tutti, sembra posarsi imponente la "montagna": l'Etna. Enna -
Il castello di Lombardia
Il territorio della provincia di Enna (2550
chilometri quadrati e 200 mila abitanti distribuiti in venti comuni) conserva ancora
intatto il fascino di una bellezza naturale dal passato millenario e ancora vivo nelle sue
aree archeologiche, nei castelli, nei borghi e nelle antiche strade dei suoi paesi, che
ricordano, a chi guarda anche distrattamente, i fasti dei popoli che vi hanno vissuto.
Così il Castello di Lombardia, l'imponente fortezza di Federico II che fece meritare a Henna
l'appellativo di Urbs inexpugnabilis; il suggestivo fortilizio rupestre di
Sperlinga del periodo pre-greco, dove i "Vespri" nulla poterono nella loro
insurrezione contro i francesi; e ancora il castello aragonese di Piazza Armerina, quello
di Pietraperzia e di Gresti a Valguarnera.
Resti ancora più antichi testimoniano
l'importanza del territorio, vastissima è infatti l'area archeologica: dalle località
meno conosciute come Montagna di Marzo e Cozzo Matrice nei pressi di Enna alla Villa
Romana del Casale di Piazza Armerina con i suoi splendidi mosaici, all'antica città
siculo-greca di Morgantina (Aidone), alla necropoli di Realmese del IX secolo a. C. vicino
Calascibetta, ai ritrovamenti di Centuripe e Assoro, da anni preda dei
"tombaroli".
La mitologia vuole che Plutone rapisse
Proserpina, la dolce figlia di Cerere, dea della fecondità, sulle sponde del lago di
Pergusa, da sempre epicentro dei miti più antichi della Sicilia legati alla fertilità e
alla terra. Del passato, oltre che i resti, rimangono oggi anche antiche tradizioni
religiose: l'abbiata di nuciddi a San Silvestro (Troina, 2 gennaio), l'artara
di San Giuseppe (Leonforte, 19 marzo), la suggestiva simana santa in tutti i comuni
della provincia (24-30 marzo), u Signiruzzu du lacu (Pergusa, 24-25 maggio), a
'ddarata e i rami ancora in onore di San Silvestro (Troina, 18 e 25 maggio). A tanto
splendore di un tempo passato si aggiunge la vivace attività culturale dei nostri giorni
portata avanti da circoli, club e associazioni. Certamente da seguire sono alcune
manifestazioni cresciute e migliorate nel tempo: la rassegna regionale di pittura
"Assoro Arte" (da luglio ad agosto), il concorso internazionale "Francesco
Paolo Neglia" per pianisti e cantanti (Enna, luglio) e i premi letterari a carattere
nazionale "Città di Leonforte" (settembre) e "Nino Savarese" (Enna,
dicembre).
Poi ancora le fiere e le sagre, gli
appuntamenti per la stagione motoristica dell'autodromo di Pergusa (vedi pagina 72) e il
"Palio dei Normanni" che si svolge a Piazza Armerina il 14 agosto. A tutto
questo si contrappone una realtà economica che relega la provincia di Enna in fondo alle
classifiche stilate per misurare lo stato dell'economia italiana: l'agricoltura, fino ad
alcuni decenni or sono fonte di lavoro per buona parte della popolazione, oggi stenta ad
affermare i suoi prodotti sui mercati dell'isola; l'artigianato ha difficoltà a restare
al passo con i tempi perdendo, paradossalmente, anche il legame con le antiche arti da cui
deriva; e il turismo, potenzialmente immensa fonte di ricchezza, non va oltre i
"visitatori di passaggio". Troppo poco per un territorio ricco di storia,
bellezze naturali, cultura e tradizioni millenarie.
Piazza
Armerina - La Cattedrale
I
SETTANT'ANNI DELLA PROVINCIA
La storia della nostra provincia è quella
di una piccola area del meridione, fatta inizialmente di povertà e stenti, e
successivamente di inurbanizzazione, crisi dell'agricoltura, sviluppo del terziario,
timidi tentativi industriali e crisi degli stessi (Lamberti, Pasquasia, Nuova Intesa, per
citarne qualcuno). E' storia di disoccupazione e di emigrazione, l'una e l'altra
riguardanti in questi ultimi anni un numero sempre crescente di diplomati e laureati.
Indice di un cresciuto livello scolastico-culturale che ha portato oggi all'istituzione
del polo universitario nella nostra città, motivo di orgoglio per Enna e per l'intera
provincia. La nostra storia è questa e non altra. Nino Savarese, nel dicembre 1927,
quando l'allora Castrogiovanni mutò nome in Enna, scriveva: "Proprio in questi
giorni Castrogiovanni torna a chiamarsi Enna: si riconferma terra di Cerere. Ma questo
soprattutto per noi significa che Enna deve restare quel che fu ed è: un paese di sapore
classico e rurale, con le sue badie centenarie, le stradette confidenziali, le famose
fiere e le feste agricole del bestiame e l'aria fine; senza pretendere assolutamente a
diventare una delle solite città, rumorosa, meccanica e barocca, piena di montatura e
specchietti per le allodole di passa". Se mi è consentita una attualizzazione del
pensiero di Savarese, lungi dallo sperare in un ritorno arcadico, ad un passato che non
esiste né può esistere più, ritengo fermamente che oggi Enna e la sua provincia debbano
scommettere con decisione sulla qualità dei propri servizi, puntando alla riscoperta e
alla valorizzazione delle proprie risorse peculiari. Penso innanzitutto al turismo,
all'artigianato locale, all'agriturismo e al settore dei servizi. Ma penso anche al
terziario pubblico che deve riqualificarsi e reinventarsi nuovi compiti adeguati alle
moderne esigenze, riacquistare quel rapporto di reciproco rispetto con il cittadino
utente, ristabilire la qualità complessiva del servizio reso. Siamo ancora in tempo per
invertire la rotta.
Sindaco di Enna
Antonio Alvano |