SICILIAevents Anno III - N. 1

La pubblicazione da parte dell’Ente Bilaterale Regionale Turismo Siciliano, in occasione della MIT 98 della 3ª nota congiunturale sul Turismo Siciliano, costituisce lo spunto per avviare una serie di riflessioni sull’attuale condizione del turismo isolano. La Sicilia, con i suoi innumerevoli aspetti storici, culturali, artistici, ed etno-antropologici per alcuni versi rappresenta ancora un patrimonio tutto da scoprire. I risultati dello studio sopra citato confermano questo dato quando sottolineano che l’immagine Sicilia giunge in maniera nebulosa, offuscata dalla promozione più di luoghi comuni, quali mafia, disorganizzazione ecc., che del suo inestimabile valore turistico. Lo studio rileva, ancora, che il patrimonio alberghiero dell’isola non è sufficientemente sviluppato in relazione all’effettiva potenzialità di crescita di presenze. Il territorio, complessivamente considerato, rappresenta uno degli elementi fondamentali per destare un appeal turistico. La nostra isola può certamente ritenersi uno degli habitat più importanti nel panorama europeo e internazionale. Per assicurare concrete risposte a una, ormai crescente, domanda occupazionale il settore turistico deve scrollarsi, in Sicilia, di quel ruolo che la vede fanalino di coda nel panorama mondiale, per proiettarsi sui mercati con efficienza, con capacità professionale e con rinnovate energie. Una oculata politica delle tariffe alberghiere, coniugata a una qualificata offerta di servizi di ottimo livello, deve e può rappresentare una base di partenza per puntare alla conquista di nuove posizioni della domanda. Gli investimenti già realizzati e quelli in fase di programmazione lasciano, tendenzialmente, immaginare che i prossimi anni, per la Sicilia, saranno periodi di probabile e meritata crescita in campo turistico con gli aspetti di miglioramento economico collegati. Crescita turistica significa crescita occupazionale, significa tendere a un futuro nel quale le connessioni tra sistema pubblico e privato devono assicurare, devono affinare la loro capacità di dialogo per assicurare risposte effettive, non retoricamente predicate, a una crescente domanda che vuole inseriti in un progetto di sviluppo migliaia di lavoratori.

Sandro Morgana (APT CL)
Angelo Trebastoni (APT EN)

Il carnevale di Avola

Sbaglia chi pensa che il carnevale in Sicilia sia solo quello di Acireale e di Sciacca. Esiste anche quello di Avola, in provincia di Siracusa, ed è un punto di riferimento per tutta la Sicilia sud-orientale. Notevole la presenza di carri allegorici, di carri infiorati e gruppi mascherati. Nel contempo si svolge anche un concorso di poesia dialettale. La sfilata si svolge la domenica e il martedì di carnevale; ha inizio dal viale Lido e si conclude a tarda sera nella piazza Umberto I. Quella di martedì si chiude con il rogo di re Carnevale al centro della piazza. Il divertimento è assicurato.

San Marco D'Alunzio - I Babaluti della Festa del Crocifisso

È vero, bisogna salire un po’ tra curve e tornanti ma una volta arrivati in cima al colle la costa tirrenica sarà ai vostri piedi. In fondo le Eolie che, una accanto all’altra, sembrano dei soldatini, in basso il tratto di costa che va da Castel di Tusa a Capo d’Orlando, alle vostre spalle le prime cime dei Nebrodi. Siamo a San Marco d’Alunzio, una delle gemme del messinese, la greca Alontion, la romana Haluntium, la normanna San Marco.  Nell’ultimo venerdì di marzo la città celebra la festa del Crocifisso. I Babaluti, trentantrè uomini incappucciati, portano sulle spalle la scultura lignea (XVII) opera di fra Umile da Petralia: vestono lunghe tuniche blu con cappuccio per non svelare la loro identità e intonano lamenti e canti per sottolineare il carattere penitenziario del rito. La solenne processione si snoda lungo la via Aluntina fino a giungere in piazza Sant’Agostino per ritornare al punto di partenza dove, ormai sera, nella chiesa dell’Aracoeli si svolge il rito conclusivo dei Sepolcri.

RIBERA - La mostra

Non succede spesso che una città si identifichi con la sua economia. Eppure questo paese agrigentino è un tutt’uno con la sua agricoltura e il suo artigianato. Non è un caso, infatti, che circa il settanta per cento della sua popolazione è impiegato nella coltura della terra ed è riuscito a caratterizzarsi per la sua straordinaria operosità tale da diventare modello di crescita economica e sociale per gli altri comuni. Un impegno fatto di adeguamenti tecnologici, ma anche di studi per la commercializzazione dei prodotti e di ricerche di nuovi mercati. Solo gli addetti ai lavori sanno che Ribera è una delle principali produttrici dell’arancia Washington Navel, conosciuta ai più come arancia "brasiliana"; frutto esportato in tutto il mondo. Lo stesso dicasi per le fragoline che vediamo al mercato o dal fruttivendolo: Ribera ne è tra i maggiori produttori. Ecco perché da diversi anni si svolge una manifestazione (qualche anno fa si chiamava fiera) che mette in mostra non solo tutto il mondo che gira intorno all’agricoltura, ma anche l’universo dell’artigianato. È una delle manifestazioni del settore più importanti della Sicilia. Tra stand e padiglioni, c’è spazio per convegni, dibattiti, ma anche per degustazioni gastronomiche (pasticceria dell’arancia e altro), musica di ogni tipo, cabaret, sfilate.  Quest’anno la mostra si svolgerà dal 28 aprile al 2 maggio.

Novara di Sicilia - La sagra del Maiorchino

In Sicilia le sagre abbondano. Ne abbiamo di tutti i tipi: da quelle che festeggiano le arance a quelle che lo fanno con i carciofi, di ficodindia, dolci tipici ecc. Ma quella che si svolge a Novara di Sicilia, in una ridente cittadina adagiata al confine tra i Nebrodi e i Peloritani, nel messinese, è molto originale. La sagra è tutta per il Maiorchino (formaggio pecorino stagionato), un prodotto tipico locale. La festa ha origini seicentesche e ha il suo culmine nel gioco il cui protagonista è ancora lui, il Maiorchino. Si gioca nei pomeriggi della settimana di carnevale. La sfida consiste nel lanciare la forma rotonda di cacio (dal diametro di circa 35 cm e dal peso di 10 kg) con un laccio (lazzata) lungo un percorso prestabilito; vince il giocatore che raggiunge il traguardo (salva), con meno lanci. Il tutto avviene tra due ali di spettatori vocianti, locali e non, che non solo assistono ma partecipano con un tifo calcistico pronosticando il loro vincitore. E tra formaggi rotolanti e giocatori immersi nella competizione, aleggia l’allegria del carnevale con i suoi coriandoli e le maschere buffe. Inutile dire che il premio per i vincitori è una bella provvista di formaggio. L’ultimo giorno di carnevale si vive una sagra nella sagra:oltre al cacio da "formula uno", tutti possono gustare la maccheronata e possono assistere alla dimostrazione pratica della preaparazione della ricotta con il metodo tradizionale usato dai pastori locali. Mettete insieme la gioia e la spensieratezza del carnevale, conditela con formaggio genuino e pasta-asciutta e vedrete cosa ne verrà fuori.

 

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