FESTE |
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Santa Lucia di maggioa Siracusa di Francesco Guglielmi
Siracusa, la prima domenica di maggio: si festeggia la patrona della città, Santa Lucia. Una tradizione suggestiva, che viene da lontano. Correva l’anno 1646, la popolazione era alla fame per mancanza di farina e di grano, e la carne era stata drasticamente ridotta da una morìa di bovini. Filippo IV di Spagna aveva spogliato l’erario per pagarsi la guerra contro la Francia e i nobili di Siracusa, per sfuggire alla miseria, si trasferivano a Palermo. Nelle vie della città di Pitagora la popolazione si trascinava miseramente, mendicando. Per di più la siccità aveva compromesso gravemente il prossimo raccolto. Verso i primi di maggio incominciò l’inevitabile reazione, la folla cominciò ad agitarsi. Il vescovo, monsignor De’ Rossi, per calmare gli animi esacerbati, chiamò i fedeli in preghiera, e fece esporre sull’altare maggiore della cattedrale la statua d’argento di Santa Lucia, capolavoro dei mastri orafi di Sicilia. Ed ecco che, nel corso della messa solenne, una colomba entrò nella cattedrale e andò a posarsi sul seggio del vescovo. Nello stesso momento, si propagò come un incendio la notizia che alcune navi, cariche di grano e legumi, avevano cercato riparo in porto. Per la folla era chiaramente un miracolo, e insieme popolo e Senato della città decisero solennemente che ogni anno, la prima domenica di maggio, Santa Lucia sarebbe stata trasportata in solenne processione dalla cattedrale al monastero, e lì sarebbe rimasta esposta ai fedeli per otto giorni. Da allora, ogni prima domenica di maggio, Siracusa festeggia la sua Patrona con la processione, e un volo di colombe viene liberato dal giardino del vescovo. E vale davvero la pena assistere, tra le meravigliose quinte barocche dei palazzi di Ortigia, al passaggio del simulacro della Santa, massimo capolavoro dell’arte orafa secentesca attribuito al maestro Pietro Rizzo. Un appuntamento ancora oggi profondamente sentito da tutti i siracusani.
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