FESTE |
|
Muzzuni e cumparaticuA Calata di San FulippuIl Giovedì Santo di MarsalaLu Signuri di li fasciI ramara di TroinaSanta Lucia di maggio
|
San Silvestro di Troinadi Basilio Arona
Poche e frammentarie notizie si hanno di San Silvestro nato a Troina tra la fine del secolo XI e l’inizio del XII. In giovane età entrò nel locale monastero Basiliano di San Michele Arcangelo il vecchio, distinguendosi per una spiccata carità e bontà al servizio della comunità locale. Alcuni fatti strepitosi sono raccolti dagli storici locali: tra gli altri è nota la sua visita in un’ora a Catania - distante quaranta miglia da Troina - per venerarvi Sant'Agata nel giorno della sua festa. Tra i miracoli più ricordati: i pulcini con le teste tagliate; la risuscitazione dell’oca uccisa, cara dell’Abbate; il miracolo del forno; il sordo muto guarito mentre trasportano il simulacro da Messina al Porto di Catania ecc. Importante nella vita di Silvestro rimane la visita a Roma, compiuta verso il 1155, all’inizio del pontificato d Adriano IV: il papa come risulta da un manoscritto greco riferito dal Fiore, sembra l’abbia ordinato sacerdote. Al ritorno, fermatosi a Palermo, guarì Guglielmo, il figlio di Guglielmo I re di Sicilia (1154-1156). Il prodigio accrebbe la fama di santità che circondava il monaco basiliano, il quale rientrò a Troina, venne eletta abate. Dopo breve governo si ritirò, costruendosi una cella accanto a un oratorio dedicato a San Bartolomeo, poco distante dal monastero. La data di morte è incerta; gli Acta Santorum e in genere gli autori antichi ritengono il 1185, il Fiore il 2 gennaio 1164 e i Pertusi il 1172, desumendolo dalla acolouthia (acolouthia) di Silvestro. La festa di San Silvestro si celebra i 2 gennaio (morte di San Basilio Magno, fondatore dell’ordine basiliano), mentre una volta il 2 maggio si ricordava il ritrovamento del suo corpo. Il culto ab immemorabili è stato confermato da Giulio III. Si venera con il rinomato festino di San Silvestro - terna di feste in suo onore -: Rami, Ddarata, Discesa e salita Vara, Kubaita. Nella penultima e nell’ultima domenica di maggio, giorni della festa del santo, si rinnova una singolare processione: i Rami adornati di profumato alloro con effigie del santo e bambole sfilano lungo le vie della città per simboleggiare il doveroso omaggio al santo Patrono del volto sciolto. La domenica successiva drappelli di massari e borghesi cavalcano muli fastosamente bardati e carichi di alloro, colto anch’esso nelle lontane foreste; sfilano per le vie, e si recano anch’essi devotamente alla chiesa del santo. Commovente e pieno di significato è l’omaggio del ramoscello di alloro che ciascuno depone sul sepolcro. Secondo lo Stara - Tedde, i ramoscelli sono benedetti.
|