LE INTERVISTE |
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Dieci domande a Pietrangelo ButtafuocoL'intervista a don RiboldiI colori di Dario InsabellaUna slava a Enna
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Metti una sera con Salvo La Rosadi Filippo Giunta
Sono le otto di sera, alle Ciminiere di Catania il parcheggio comincia già a riempirsi di automobili. La gente si avvicina quasi impaziente ai cancelli da cui si accede agli studi di un talk show televisivo che va in onda ogni sera in diretta alle ventuno su Teletna. C’è anche un po’ di curiosità. Cabarettisti da tutta la Sicilia, cantanti più o meno noti, la “star” della serata e la simpatia del suo conduttore sono alcuni degli elementi che puntualmente ogni sera incollano davanti ai teleschermi di Teletna centinaia di migliaia di telespettatori. “Insieme” è senza dubbio il fenomeno televisivo siciliano di questi ultimi anni. Per carpirne i segreti e i dietro le quinte ci siamo recati alle Ciminiere prima dello spettacolo. Appena entrati ci conducono dal pigmalione della trasmissione, Salvo La Rosa. Ci avviciniamo a lui temendo di disturbare, ma la cordialità che Salvo La Rosa mostra in trasmissione lo caratterizza anche al di là delle telecamere. Gli chiedo un intervista, accetta volentieri di sottoporsi alle mie domande. E dunque… Qual è il segreto? Credo che la trasmissione sia vincente perché cerchiamo di dare alla gente ciò che chiede: qualche ora di divertimento, di risate. La gente vuole rilassarsi e noi cerchiamo di accontentarla. Ogni sera i comici sono un elemento imprescindibile, la musica pure, qualche ospite prestigioso arriva sempre e costituisce la ciliegina sulla torta. Tutto quanto messo insieme forma quella miscela, quel cocktail che funziona e che va bene. Ti senti più giornalista o conduttore? Un comunicatore. E’ questo che volevo fare fin da bambino, è quello che facevo prima e che faccio adesso. Prima comunicavo esclusivamente facendo il giornalista, i telegiornali, facendo il cronista, arrivando a casa della gente con determinati argomenti. Adesso arrivo a casa della gente in un altro modo, con la simpatia, con lo spettacolo col divertimento. In ogni caso trasmetto sempre qualcosa, e in questo senso sono soddisfatto, in quanto credo di fare ciò che ho sempre voluto fare, il comunicatore, l’operatore di mass media. Ritengo di essere un uomo fortunato. Quale Sicilia porti nel tuo spettacolo? Forse quella più vera. E anche questo è il segreto del successo di “Insieme”, l’aver riscoperto la comicità tipica siciliana, di questi comici che parlano in dialetto e ripropongono anche termini che i giovani non conoscono più e modi di fare che si erano completamente perduti. Uno dei meriti di “Insieme” è di avere ridato dignità al cabaret. Perché bravi cabarettisti come Litterio, Enrico Guarneri, Toti e Totino i Tre e un quarto, come Antonello Costa o come le Tagliole sono cabarettisti che hanno il diritto di essere considerati veri e propri artisti, attori comici a tutti gli effetti. Siciliani per giunta. Com’è Salvo La Rosa dietro le telecamere? Non vorrei ripetermi, io sono così anche fuori, nella mia vita privata. Non sono come qualcuno “spassu fori e trivulu dintra”, io torno a casa e continuo a essere simpatico, divertente, alla mano. Sono un tipo normale, due figli, una moglie e per fortuna tanti amici. Un ottimo rapporto con la famiglia e con la gente, che poi è la cosa che più mi interessa. Anche perché prima o poi questo lavoro dovrà finire, e io spero di rimanere sempre lo stesso. Anche se dovessero avvenire cose più prestigiose in futuro.
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