ITINERARI

Itinerari di montagna

 

Sotto i monti il mare

di Daniela Musarra

 

Dopo aver esplorato il cuore dell’Appennino siculo ci spostiamo verso la costa, quel Mar Tirreno che, nel blu delle sue acque, da milioni di anni lascia specchiare le alte cime delle Madonie. Cominciamo il nostro secondo itinerario partendo proprio dalla città simbolo di questa splendida costa: Cefalù.

 

Primo giorno

Non importa in quale periodo dell’anno decidiade di recarvi a Cefalù, è sempre bella, calda e accogliente.

Le sue strade lastricate dello stesso colore delle case che le delimitano, oltre a essere un colpo d’occhio di rara bellezza, catapultano in una sorta di viaggio a ritroso nel tempo, in un medio evo ricco, però, di gente che non fatica ma che si gode momenti di indimenticabili vacanze.

In questo nostro viaggio abbiamo scelto proprio Cefalù come sede “operativa”. E’ qui che arriviamo dopo aver percorso o l’autostrada A 19 Palermo-Catania (uscita Cefalù) oppure la Statale 113 che collega Messina a Palermo. La prima giornata può essere impiegata per un giro “conoscitivo” della città, anche da un punto di vista gastronomico. Non possiamo rimandare due visite che, per bellezza e interesse, vanno fatte subito: la prima, ovviamente, alla cattedrale, dove ci aspetta il Cristo Pantocratore, facendo bene attenzione a non disturbare le eventuali funzioni religiose; la seconda (possibilmente nel pomeriggio)  al museo Mandralisca, dove è conservato, tra i diversi tesori del barone di Mandralisca, il misterioso “Sorriso dell’ignoto marinaio” di Antonello da Messina. Usciti dal museo possiamo attardarci tra le vie della città, per fare shopping o solo per passeggiare.

 

Secondo giorno

E’ il momento di abbandonarsi all’ozio marino, di lasciarsi inebriare dal fresco profumo di salsedine, di godersi Cefalù città di mare. Una sola divagazione: l’escursione sulla rocca che sovrasta la città. Chi al mare preferisce la tranquillità dei santuari mariani, a una decina di chilometri dal paese, lungo la strada provinciale 54/b, si incontra la deviazione per il Santuario di Gibilmanna, posto appena sotto Monte Sant’angelo.

 

Terzo giorno

Ci attende un lungo viaggio. Partiamo di primo mattino dopo aver fatto una ricca e abbondante colazione e aver preparato l’occorrente per un pic-nic all’aperto. La nostra prima meta è San Mauro Castelverde, all’estremo confine orientale del Parco, a circa 40 chilometri da Cefalù. Imbocchiamo la Statale 113 in direzione Messina, percorriamo una quindicina di chilometri di costa di impareggiabile bellezza, lasciandoci via via alle spalle il promontorio della Kalura, Capo Raisigerbi e alcune torri di avvistamento. Oltrepassiamo il piccolo centro balneare di Finale di Pollina prima e il fiume Pollina poi. Svoltiamo per la provinciale n. 52 e per la provinciale n. 60; dal livello del mare ci ritroviamo  ai 1100 metri di San Mauro.

Dopo aver fatto una visita in paese, ritorniamo sulla provinciale n. 60 fino al bivio Borrello che ci riconduce a Finale.

Imbocchiamo un sentiero e lo percorriamo in auto finché possibile. Poi, gambe in spalla, proseguiamo a piedi fino alle Gole del Fiume Pollina. Ci fermiamo per il nostro pic-nic facendo attenzione di non lasciare “incivili ricordi” del nostro passaggio.

Lo scroscio delle acque fa quasi perdere il senso dello scorrere del tempo, è già comunque ora di rimettersi in viaggio, ritornare sulla statale 113 in direzione Cefalù, imboccare il bivio per Pollina (S.S. 286), lasciarsi affascianare da questa arrampicata verso il paese, sostare giusto il tempo di fare un giro, a piedi, tra le viuzze cittadine e rimettersi in auto verso Castelbuono, da dove organizzeremo la seconda parte del nostro itinerario.

 

Quarto giorno

Appena svegliati, memori del  nostro primo approccio al paese della sera prima, cominciamo di buona mattina una passeggiata lungo le tranquille vie del centro storico. Impiegheremo tutta la giornata per visitare il paese, ricco com’è di storia e cose da vedere. Castelbuono sembra una cittadina medievale umbra, con le sue mura, il suo castello, le strette vie che convergono verso le piazze discendendo dal Castello dei Ventimiglia. Sì, ancora i Ventimiglia, veri e propi signori di tutte le Madonie. Qui tutto, ovviamente, parla di loro, dal castello alle chiese agli angoli di strada! Nel corso della nostra giornata a Castelbuono, quando, all’ora di pranzo decideremo che è giunto il momento di sollazzare il palato, è opportuno farsi servire una bella “testa di moro”. Niente paura, non si tratta di antropofagia! E’ un delizioso dolce di pastasfoglia fritta in olio abbondante, farcita di crema di latte e ricoperta di cioccolato grattugiato. Una squisitezza. Da Castelbuono si partono alcuni itinerari naturalistici che vale veramente la pena percorrere.

 

Quinto giorno

E’ la conclusione di questo itinerario. Ripartiamo in direzione Isnello percorrendo la strada provinciale n. 9. Sono solamente 12 chilometri, pochi ma di intenso fascino. Siamo infatti nel versante nord orientale del massiccio più imponente delle Madonie, quello che annovera la seconda vetta della Sicilia, Pizzo Carbonara. Tra lo spettacolo delle gole, dei precipizi, delle ora spoglie ora lussureggianti pendici, tra i pascoli erbosi e le antiche capanne dei pastori percorriamo tutta la strada che ci porta a Isnello, un piccolo centro abitato che, da qualunque parte vi si giunga, sembra incastonato tra i monti come una pietra preziosa nel suo telaio d’oro. Qui è bene fare una sosta e organizzare un itinerario escursionistico. Sì, perché l’intero territorio compreso tra Isnello e Gratteri è disseminato di grotte: l’Abisso del Vento, la Grotta Rossa, il Pozzo Purraccia, la Grotta dei Panni, Grattara, sono solo alcune delle mete più ambite dagli appassionati di speleologia. Attenzione, però, se stalattiti e stalagmiti affascinano chiunque, nessuno può addendrarsi nelle cavità della Terra con disinvoltura, è sempre bene lasciarsi accompagnare da guide esperte. Questo territorio è, inoltre, interessato da due aree boschive tra le più belle del Parco: la faggeta Madonia e il querceto di Isnello. Fra una escursione e l’altra e dopo esserci recati a Gratteri e Collesano (consigliamo di lasciare per ultimo Gratteri se la strada che ci riporta a casa è la Statale 113, Collesano se, invece, è l’autostrada A19 Palermo-Catania) si conclude il nostro secondo itinerario che ci ha fatto conoscere il versante nord del Parco delle Madonie. Consapevoli che poche pagine e poche notizie mai e poi mai possano essere sufficienti a far conscere un’area vasta e complessa come quella delle Madonie, vi invitiamo non solo a percorrere realmente le strade di cui abbiamo parlato ma anche di richiedere materiale informativo e guide turistiche all’Ente Parco delle Madonie, che ha sede a Petralia Sottana (Pa), corso Paolo Agliata 16, tel. 0921 684011, fax 0921 680478.

 

 

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