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Recensioni

a cura della redazione.

 

Rami di Scirocco

Giordano, F., Rami di Scirocco, Edizioni Il Centro Storico, Messina, 2000

 

Un libro di poesie. Ecco cos’è “Rami di Scirocco” di Filippo Giordano. Un libro di poesie dei più intensi, ricco di “attimi” rubati alla vita, di vite trasudate in una terra bella ma amara. Amara come la sua Sicilia:

Incomparabile triangolo, s’è detto/ in teoremi di forme./ Noi ci stiamo... (con una mano a Messina/ l’altra a Palermo, testa sui Nebrodi,/ piedi a Capo Passero) un po’ crocifissi.

In Rami di Scirocco – un volumetto che comprende tutte le raccolte di poesie precedentemente pubblicate, più 25 componimenti inediti – Giordano parla il linguaggio triste di chi ha conosciuto l’ingiustizia sociale, la disoccupazione e la rabbia. Sentimenti comuni a tanti meriodionali ma che in lui hanno esaltato le sue capacità espressive. Ciò è vero in tutte le pagine, attraverso le diverse raccolte in esse contenute.

 

Ferie al paese

Agosto. Sono tornati/ uomini fatti di saluti agli amici,/ dispersi, nell’anno, a Torino/ o chissà e ora ritrovati,/ magari solo per un’ora/ perché delle ferie non hanno/ lo stesso altare dei giorni./ E su queste pietre, ridiventati/ lucertole al sole, meditano/ che qui il riposo non ha incubi/ di solitudini abbarbicate ai grattacieli.

 

 

Cesarò

 

L’intento primario di questo riuscito libro di Giuseppe Spitaleri è di stimolare ai giovani cesaresi il gusto della ricerca storica, al fine di approfondire gli studi sul paese, per ricostruirne le origini e sottolinearne l’evoluzione degli usi, dei costumi, dell’economia e degli aspetti socio-culturali dell’odierna Cesarò. Nello stesso tempo, l’autore si prefigge di promuovere all’esterno l’immagine di Cesarò, straordinaria perla dei Nebrodi. Giuseppe Spitaleri, in ciò, è certamente riuscito; egli, infatti, avvalendosi di un pertinente corredo fotografico, si sofferma con particolare cura a descrivere i luoghi: un alternarsi composito di case che poggiano sui costoni che fanno da quinta, mentre lo sguardo passa da un picco all’altro e il paesaggio diventa spettacolo, magia, sottile sortilegio della natura. Poi, con diligente analisi, frutto dei suoi studi filologici, l’autore punta l’attenzione sulla toponomastica, chiarendo le alterne vicende del toponimo Cesarò. La descrizione, sempre scorrevole e varia, dei monumenti incuriosisce il lettore, che si lascia coinvolgere nella riscoperta di essi. Il libro di Spitaleri è, al tempo stesso, un interessante lavoro di ricerca e un affettuoso gesto d’amore per il suo paese.

 

 

Il caso Lucky Luciano

 

Il libro di Gaetano Rizzo Nervo è una finestra aperta su un mondo di cui la maggior parte di noi - almeno per quelli che sono nati una cinquantina d’anni fa - è stata ignara spettatrice. Per il pubblico più giovane è una finestra aperta su un mondo di cui si è sentito parlare o si è letto sui libri, ormai anche in quelli di storia.

Il titolo, di per sé, è sicuramente ghiotto. Il riferimento a un personaggio tanto famoso non può che risultare intrigante.

Così ci si immerge nella lettura - sempre scorrevole e mai complessa - delle pagine scritte da questo giornalista siciliano che non solo ha assistito a eventi che fanno a pieno titolo parte della storia dell’isola e dell’Italia, ma che ne è stato anche uno dei protagonisti. E non di secondo piano.

In più, c’è la scoperta di fatti e intenzioni che avrebbero potuto dare una svolta diversa alla nostra storia patria, cose inquietanti che anche oggi ci regalano un brividino lungo la schiena.

Rizzo Nervo ha conosciuto da vicino Lucky Luciano, l’ha intervistato, è stato in stretto contatto con lui quando il boss aveva intenzione di dare il via ai Gruppi Verità e Libertà. Il cui protocollo è pubblicato per esteso nel volume, e ci rende perfettamente l’idea di quello che avrebbero potuto fare queste formazioni giovanili - di stampo cattolico, tant’é vero che il logo previsto consisteva in cinque stelle che circondavano il volto di Cristo.

Un esemplare documento con ogni più piccolo particolare - e considerazione - per creare e gestire un gruppo che avrebbe dovuto essere presente in ogni manifestazione dello stato, con un’organizzazione ferrea come e più di quella comunista.

E’ un vademecum perfetto, con tanto di schemi e di cifre (per quanto riguarda l’organizzazione di una campagna propagandistica), con indicazioni sulla presenza di informatori del Gruppo ovunque, anche nei comandi dei carabinieri, in ogni loro Stazione, in ogni Questura e in ogni Commissariato di polizia. E questo non è che un particolare.

Affascinante, infine, la parte dedicata alla propaganda elettorale, alla campagna che Rizzo Nervo in prima persona aveva organizzato a Napoli per l’elezione del famoso “comandante” Achille Lauro, aiutato sottobanco anche da Lucky Luciano.  Poco prima, nel 1953,  scopriamo un organizzatore all’americana, che prepara una forte campagna contro il comunismo usando intelligentemente il personaggio di Stalin - che però ha il cattivo gusto di morire prima che le sue statue caricaturali siano su tutte le piazze d’Italia. E’ comunque un alto esempio di grafica pubblicitaria di classe, così come lo sono i diversi manifesti.

Per Achille Lauro, nel ’58, Rizzo Nervo organizza una macchina propagandistica per quell’epoca - e anche per oggi - inimmaginabile: una flotta di furgoni e pullman con sul tetto un palco da cui l’oratore può parlare dall’alto alla folla. Lauro, poi, gira le piazze su un pullman trasformato con camera da letto, servizi, angolo cottura, salotto, seguito da un altro mezzo attrezzato per trasmissioni radio e proiezione di filmati e diapositive - la televisione era ai suoi primi passi.

Può essere divertente provare a valutare oggi quei fatti alla luce delle nostre conoscenze ed esperienze, e soprattutto della tecnologia attuale. Quanto a creatività, scopriremo che negli anni Cinquanta erano per molti versi molto più avanti di noi.

 

 

GAETANO RIZZO NERVO - IL CASO LUCKY LUCIANO, IL PROTOCOLLO DEI GRUPPI VERITA’ E LIBERTA’ - LUIGI PELLEGRINI EDITORE - Lire 35.000

 

   

Terra e Mito

 

E’ il titolo di un volume pubblicato dall’Associazione Artisti Armerini Iblatasah di Piazza Armerina che, come affermano gli autori Raimondo Marino e Gina Gulisano, “mette a nudo con le suggestive immagini fotografiche a colori e in bianco e nero, una tra le più deliziose contrade di Sicilia”: la provincia di Enna. Ed è tra le vallate, i monti e i laghi di questo territorio, tra le tradizioni culturali dei suoi venti comuni che il volume tesse le sue pagine come se fossero ora ordito di parole, ora tessere di immagini. Il volume apre con la presentazione di questa terra e dei suoi miti, un racconto spesso poetico fatto di emozioni e rievocazioni che conducono il lettore verso un tuffo immaginario nella storia millenaria della provincia di Enna: dei, ninfe e semidei, personaggi mitici e uomini veri, schiavi e guerrieri vissuti realmente o solo nell’immaginario umano prendono forma e corpo nelle dodici pagine che fanno da preludio alle splendide immagini di Raimondo Marino. Sono queste, le immagini, che più delle parole raccontano questa terra, momenti immortalati, fermati per sempre in un fotogramma. L’uomo e la campagna, le città, i mestieri, feste e tradizioni, San Giuseppe, il Corpus Domini, la Settimana Santa: immagini in bianco e nero che riescono a far emergere, dalla carta patinata del libro, la millenarietà di momenti vissuti solo l’altro ieri.

 

Marino, R., Gulisano, G. Terra e Mito, Associazione Artisti Armerini Iblatasah,  foto di Raimondo Marino, pp. 178, Piazza Armerina, 2000, £. 60.000

 

 

Per ricevere il volume contattare l’associazione Artisti Armerini Iblatasah, via F. Guccio 14, 94015 Piazza Armerina (En), tel. e fax 0935 680524, email: rmarino1950@yahoo.it

 

 

Solchi di Versi

 

Chi conosce Isidoro Raciti sa della sua poliedricità. Egli è infatti poeta, pittore e giornalista. Vive e lavora a Riposto (Ct) e da oltre vent’anni si dedica con successo alla poesia. Una poesia ricca di contenuti, a volte cupa, altre volte fantastica, ma sempre vera e originale. In “Solchi di versi” il poeta – come si legge nell’introduzione al volume fatta da Pietro Guarnotta – “traccia, con i suoi versi, diversi solchi in cui semina di tutto: da meditazioni filosofiche a note di semi realismo, da appunti di viaggio ad aforismi dettati dall’esperienza... fino alla denuncia della crisi dei valori umani”. Versi racchiusi in cento poesie, in un unico volume che invita a calcare quei solchi, come quasi a ripassarli con il forte aratro della nostra anima.

 

Capricci

Aspettando S. Silvestro/ che assieme mai ci vide/ in una notte fredda/ del tempo di Natale/ sfumò/ il tuo caldo arpeggio/ che rimase muto./ Non tutto,/ si conserva su due foto.

 

“Solchi di versi” e altri volumi di Isidoro Raciti possono essere richiesti all’autore in via San Matteo 103, 95014 Giarre, tel. 0368 7189890

 

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