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Confortevoli avventure sul vulcano
di Alec Frey
Ricordo il senso di fatica, di gelo, di
spossatezza che a tratti mi colpivano nelle pagine di Maupassant, mentre
leggevo le lunghe faticose giornate della sua salita all’Etna.
Tre giorni gli ci vollero, e in certi
momenti la fatica e i disagi erano tanti da fargli venire voglia di
abbandonare l’impresa.
Oggi, finalmente, c’é qualcuno che ha
pensato a organizzarsi per fare provare a tanti l’emozione di salire sul
tetto dell’isola, e di godere di un’esperienza unica, e con un pizzico
d’avventura. Si chiama Etna Discovery ed è il miglior sistema di salire al
vulcano senza troppa fatica e in completa sicurezza.
Molte sono le mete raggiungibili con
modernissimi e sicuri fuoristrada: i monti Sartorius, con i boschi di betulle
e ginestre sotto la fila dei crateri; le grotte di scorrimento lavico, oltre
200, che sono una caratteristica dell’Etna; il “castagno dei cento
cavalli” che deve il suo nome alla leggenda che narra come la regina
Giovanna d’Angiò abbia trovato riparo sotto le sue fronde con il suo
seguito di cento cavalieri; un percorso che sale con un ripido sentiero al
monte Zoccolare con uno spettacolare panorama dei crateri sommitali e della
grande caldera dell’Etna, la Valle del Bove; il grande “Ilice di Carrinu”,
una quercia il cui tronco abbraccia dieci metri di circonferenza; il Monte
Nero degli Zappini, che vi porta - con un comodo sentiero - al grande fronte
lavico della colata del 1985; e, infine, l’escursione più impegnativa e
importante (limitata al periodo da fine marzo a ottobre), ai crateri sommitali,
il cuore e il tetto dell’Etna.
Di ogni gita fa parte anche un piacevole
e genuino momento di ristoro, con tanto di carni arrostite sulla brace e
specialità locali tradizionali. Se poi desiderate conoscere, dopo l’Etna,
altri scorci di natura vera, i ragazzi dell’Etna Discovery vi offrono gitre
sulla mulattiera in nero basalto lavico Pietracannone - Cubania; una visita al
lago Gurrida (speciale per i bird-watchers con i suoi uccelli acquatici); il
Piano dei Grilli con la “grotta delle nevi”; Cisternazza e Monte Spagnolo,
nella più estesa faggeta dell’Etna; la riserva di Fiumefreddo con la sua
vegetazione particolarissima e la Valle dell’Alcantara, il fiume che nasce
dal vulcano e scorre nelle famose gole.
Non si può certo vedere tutto questo in
un solo giorno, ma basta anche una gita per portarvi dove difficilmente
potreste arrivare, e in ogni caso a prezzo di fatiche non indifferenti. Il
premio: spettacoli di una natura vera e unica. Ne vale la pena.
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